“Per non dimenticare”: commozione a Sant’Eufemia d’Aspromonte per la commemorazione del maresciallo Pasquale Azzolina

“Sembra una contraddizione che in un paese così splendido come Sant’Eufemia d’Aspromonte possano accadere simili sciagure

azzolina6C’è stata partecipazione e commozione questa mattina a Sant’Eufemia d’Aspromonte per la cerimonia di commemorazione del maresciallo dei carabinieri Pasquale Azzolina, ucciso proprio nel paese aspromontano il 17 giugno 1996. Il militare aveva sorpreso due malviventi in flagranza di furto e uno dei due, sentitosi scoperto dato che conosceva personalmente il maresciallo, ha esploso da distanza ravvicinata dei colpi di pistola che hanno ucciso il carabiniere. La terribile vicenda, che aveva lasciato sotto choc l’intero paese, è avvenuta in località Ponte Crasta, dove questa mattina alle 10.15 è stata deposta una corona di alloro proprio nel luogo dell’uccisione. A seguire è stata celebrata una Santa Messa, presso la Chiesa di Sant’Ambrogio, officiata dal parroco Don Marco Larosa, alla presenza dei familiari del maresciallo e delle massime cariche civili e militari del territorio: Federico Cafiero De Raho procuratore della Repubblica di Reggio Calabria; il Generale Luigi Robusto, Comandante del comando interregionale carabinieri “Culqualber”; il generale Vincenzo Paticchio, comandante della legione carabinieri della Calabria; il colonnello Giancarlo Scafuri, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria; il sindaco di Sant’Eufemia, Domenico Creazzo, e tutta l’amministrazione comunale; il vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Riccardo Mauro.

Qui oggi caro Pasquale ci siamo tutti. Sembra una contraddizione che in un paese così splendido come Sant’Eufemia d’Aspromonte possano accadere simili sciagure“. Così il generale Robusto ha voluto sottolineare l’efferatezza del crimine, in netta contrapposizione con la figura di Azzolina, sempre teso alla mediazione e alla comprensione. E poi ancora, rivolto alle figlie (una delle quali è oggi un militare dell’Arma): “Voi figliole dovete andare fiere del gesto di vostro padre. Sono esempi che devono servire a tutti. Perché si può esaltare la propria esistenza solo vivendo con amore il proprio rapporto con il prossimo. Pasquale, ad esempio, non avrebbe mai pensato di poter essere tradito fino al punto di essere ucciso da qualcuno che lui stesso aveva aiutato”. “Il senso di questa giornata – ha concluso il comandante - è quello di invitare tutti a vivere con onestà, con quella stessa onestà che oggi ci ha permesso di riunirci per questa importante occasione”.