MotoGP, Vale adesso sei obbligato a crederci: i motivi per cui il dottore può conquistare il decimo titolo

Nell’ultimo weekend di MotoGP ad Assen Valentino Rossi ha messo in pista una gara praticamente perfetta e senza sbavature e adesso il sogno del Mondiale non è lontano

LaPresse/EXPA

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Valentino Rossi lo scorso weekend ad Assen ha ottenuto la sua 115esima vittoria nel Motomondiale, in una carriera ricca di trionfi che hanno reso il pilota italiano inimitabile per chiunque. Anni di vittorie uniche e trionfi incredibili, che con il passare degli anni non hanno scalfito la voglia di crederci sempre da parte del Dottore, che nella sua vita da pilota ha anche assaggiato il sapore amaro delle sconfitte, delle delusioni e delle ingiustizie, tra cui spicca su tutte quella del 2015.

Nonostante questo Valentino Rossi non si è mai tirato indietro e ha sempre corso ogni gara come se fosse l’ultima, ma dietro le vittorie del numero 46 c’è un segreto che lo rende unico, ovvero il divertimento. Sono in molti gli scettici a dire “Valentino non ha più l’età”, “Valentino non ha più possibilità di arrivare al decimo titolo”, “Valentino è finito”, ma quello che tutta questa gente non ha mai tenuto in considerazione è che Rossi in realtà ama correre in moto e probabilmente questo amore durerà fino alla fine dei suoi giorni.

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Del resto dopo 115 vittorie e ben 9 Mondiali chiunque potrebbe pensare di non fare più nulla, di vivere di rendita e portarsi dietro la consapevolezza che nessuno sarà mai come te, ma tutto ciò non vale se ti chiami Vale. Sono solo 7 punti a dividere Valentino dal leader della classifica Andrea Dovizioso, in un Motomondiale che vede ormai quasi tutti i piloti che sono praticamente dei ragazzini e che poi si ritrova un 38enne, che nonostante tutto è ancora lì davanti a loro e riesce a dettare legge nella massima competizione a livello mondiale.

Tanti Mondiali e infinite gare dominate dall’inizio alla fine per il Dottore, ma adesso manca l’ultimo tassello, quel decimo titolo che probabilmente non potrà essere vinto con lo smalto degli anni passati, infatti Valentino dovrà essere furbo e puntare su quell’esperienza che nessuno come lui può avere in pista, gara dopo gara, semaforo dopo semaforo, curva dopo curva. Comunque vada il 46 è già entrato da tempo nella storia come il migliore di tutti i tempi e probabilmente non ha nulla da perdere, ma forse ha ancora qualcosa da scrivere.