Messina: tredici artisti in mostra per “Baus’Art”

La mostra, patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Messina, sarà un percorso di immagini, visioni e suggestioni che sottolineano l’incontro tra l’arte e l’arcano

baus artVenerdì 9, alle ore 18,30, si terrà l’inaugurazione di “Baus’Art”, la collettiva realizzata dall’Ufficio Promozione Artisti della Città di Messina al Castello di Bauso di Villafranca Tirrena, nell’ambito delle manifestazioni del progetto biennale “Castello … In Aria”, co-finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Gioventù. La mostra, che si concluderà domenica 2 luglio, patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Messina e promossa in partenariato con i Comuni di Messina e Villafranca Tirrena e la Pro-Loco di Villafranca Tirrena, punta alla valorizzazione del “Castello di Bauso” di Villafranca Tirrena, bene di proprietà del demanio culturale della Regione Siciliana, concesso dal Polo Regionale di Messina per i Siti Culturali su mandato dell’assessorato Regionale dei Beni Culturali e delle Identità Siciliana. Tredici artisti in una selezione-collage di opere dedicate al Castello di Bauso di Villafranca Tirrena e alla sua storia. “I protagonisti di questa esposizione collettiva e temporanea, con stili e linguaggi diversi,spiega la curatrice Enrica Carnazza – si cimentano lungo il percorso delineato dalle trasformazioni di aspetto e prospetto del Castello di Bauso e dal succedersi di figure e personaggi ancora oggi intriganti. Studiosi e cantastorie di un tempo hanno permesso di mantenere in vita questo spazio lacerato e più volte dimenticato, conducendoci sino al presente. Da qui e da tutto ciò che ne documenta l’esistenza e la resistenza di un luogo carico di memoria, inizia un percorso di immagini, visioni e suggestioni che fa convivere espressioni diverse, mescolando sensibilità, forme e tecniche, e sottolineando l’incontro tra l’arte e l’arcano”. Con la “Vita e opere di Pasquale Bruno, bandito”, Martina Camano, come un’artista di strada della cultura folkloristica, ci illustra e riporta agli antichi menestrelli che sgrovigliano fiabe e racconti. Rita Cardia presenta invece “Castle in the head”, per il quale utilizza il tratto scuro e determinato, tipico del suo stile, omaggiando la memoria popolare e l’impegno narrativo per il brigante di Bauso con ideali sigilli di ombre e silhouette animate. Michela De Domenico fa da controcanto, con le sue “Architetture fantastiche” che sembrano non appartenere a questo mondo né a questa storia ma ci trasportano verso un futuro avveniristico, con composizioni sconfinate tra reale, ideale e fantascienza. Cinzia Ferrara, con l’installazione dal titolo “Spasimo – Il peso dell’Aria”, inserisce in un vuoto del castello un ricercato elenco di odori, presenti e passati, un chiarimento sul grado zero dello spazio, per affermare che anche l’Aria ha una propria identità. ICS, con un contrasto netto, semplice e lineare, ritrae e presenta “Teste a castello”, due personaggi appartenenti all’iconografia siciliana, rappresentazione nitida di camei odierni. Giuseppe Lisciotto, con “Adamo didascalico”, ci interroga su cosa osserviamo. Un eroe buono, un furfante o un semplice brigante? Una raccolta controversa di simboli descrive le infinite contraddizioni dell’essere umano. Chiara Lucà Trombetta, attraverso “Antro dello scrittore” rievoca l’atmosfera di uno spazio suggestivo e la dimensione onirica dell’ispirazione artistica di Dumas padre. MaCa, con l’installazione “Sottosopra”, compone e irradia, dal suo punto di vista, linee sottili e pietre sospese, sottolineando i processi che plasmano e cambiano un territorio. Roberto Miroddi, con il personaggio che da vita a “Climbing dreams”, tende una mano a chi osserva e lo attira, come in un sogno o tormento, verso una prospettiva precaria. Cinzia Muscolino con l’opera dal titolo “Somnia”, incornicia la realtà efferata o l’incubo. Una traccia indelebile che macchia nel tempo menti, corpi e luoghi. NessuNettuno, attraverso “La strada di casa” delinea cosa si nasconde dietro un cancello incantato ma inaccessibile. Una visione irreale, una fiaba fumosa che mette in risalto un castello improbabile tra esplosione e implosione. Nerina Toci con un fermo immagine riservato, fissa la sua particolare “Sospensione trasversale”, le immagini digitali e analogiche in b/n imprimono l’equilibrio incerto tra l’esistenza dell’essere umano e il suo habitat misterioso. VIS, con “Castello su nuvola”, realizza uno spazio ludico e il gioco dell’infanzia mai perduta. Una fortezza tra le nuvole odierne mette in evidenza il sogno dell’essere umano e l’immenso vuoto che ci sovrasta. L’esposizione ad ingresso gratuito sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13, e il mercoledì anche dalle 15.30 alle 17.30.