Messina, stipendi in ritardo per chi lavora nei centri sociali

Nonostante gli annunci di un cambiamento a Messina gli stipendi per coloro che lavorano all’interno dei centri sociali continuano ad arrivare in ritardo

palazzo zanca messina (1)“I lavoratori della legge 328 subiscono ritardi nei pagamenti che raggiungo l’anno”, così scrive Annamaria Raffa, spiegando come, nonostante gli annunci le cose siano andate diversamente

Che lavorare nei servizi sociali a Messina non fosse una gran fortuna, superata solo dall’essere disoccupati, è fatto noto; tempo fa la Giunta scrisse un atto d’indirizzo che sanciva che, i lavoratori dipendenti delle cooperative devono essere pagati “subito”… dopo i dipendenti comunali e i dipendenti dalle partecipate; è difficile esultare per un terzo e non si può fare a meno di notare ultimo posto, che sancisce, come nella società indiana, la mia casta in cui risulto poco più di un paria. Come in India, esiste però una sfortuna ancora maggiore, essere un “intoccabile”, un lavoratore dei servizi sociali della Legge 328/00. La legge 328 del 2000 è la legge quadro “per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” che si traduce in offerta di ulteriori servizi ai cittadini rispetto quelli forniti dal comune e conseguentemente di posti di lavoro. In Italia è in vigore da quasi un vent’ennio, a Messina ci si imbatte in essa solo occasionalmente, in virtù della buona volontà dell’amministrazione politica di turno, solo che essa, più che un’opportunità, il più delle volte si traduce in una specie di sciagura per chi abbia la sfortuna di imbattersi, sia lavoratori che amministrazione.

I lavoratori della Legge 328 subiscono ritardi nei pagamenti che raggiungono e talvolta superano l’anno, la stessa viene descritta come un cubo di rubik, una specie di rompicapo irrisolvibile, con cassetti, conti, sottoconti, procedure, da far impallidire il labirinto del Minotauro. Gli sfortunati lavoratori fanno oramai il doppio lavoro: l’estenuante ricerca del procedimento sbagliato e come Ulisse si rivolgono agli “oracoli”, Assessori, Dirigenti e funzionari, per cercare di conoscere il fato che li attende. Ed è così che il laborioso funzionario ci spiega che, come nella fucina di Efesto, è notte e giorno che lavorano per risolvere l’enigma, certo poi sono intervenuti cambi di leggi, cambi di dirigenza, cambi di responsabili, cambi di colleghi, cambi di casacca e cambi di pannolini, e come un gioco dell’oca occorre sempre ricominciare d’accapo. Dalle loro spiegazioni, apprendo che la procedura sembra consistere in: 1. Progettare 2. Appaltare 3. Spendere 4. Rendicontare, ne esco più confusa che persuasa, sembra semplice, evidentemente mi sfugge qualche diabolico dettaglio, farebbero bene a ribattezzarla Legge n.666! Il garantista funzionario, alla nostra forcaiola sete di giustizia, risponde che non serve trovare il colpevole, il colpevole non c’è, a meno di voler accusare Pippo, Pluto e Paperino, ma neanche la nostra sanguinosa avidità di pecunia si spingerebbe a tanto; come in una realtà mitologica gli uomini sono soggetti alle bizzarrie della divinità di turno.

L’onnipotente funzionario non lo sa, ma per me è lui Zeus, è lui che determina più o meno favorevolmente le mie sorti, da quand’ero neo laureata, fino adesso che di figli ne ho due, comincio a valutare l’ipotesi di sacrificare il primogenito sul monte ….magari Zeus mi sarà più favorevole!