Messina, riapertura del Museo Interdisciplinare Regionale di Messina

A Messina è stata annunciata la riapertura del Museo Interdisciplinare Regionale di Messina con delle grandi novità

ANTONIO PARRINELLO

ANTONIO PARRINELLO

Il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina – inserito in un ampio parco museale distribuito in oltre 17mila mq – si annuncia come uno dei poli museali più grandi del Meridione. Oltre all’area a verde, che ospita i reperti architettonici estratti dalle macerie del terremoto del 1908, il MuMe riunirà in un ampio percorso – riorganizzato secondo un rigoroso criterio cronologico – sia il patrimonio storico artistico della città (faticosamente messo in salvo da chiese ed edifici storici danneggiati se non distrutti dal sisma), sia quanto rimasto della collezione dell’antico Museo Civico Peloritano: un racconto scandito da preziose opere d’arte che, dai primi reperti archeologici e fino all’ultima tela datata 1904, documentano in sequenza ragionata la millenaria storia di Messina. Solo una parte di queste opere, infatti, e a rotazione, è stata esposta negli anni nelle sale della ex Filanda Mellinghoff, opificio ottocentesco risparmiato dal sisma e destinato a sede museale della città.

Fra i pezzi di particolare pregio figurano ​due grandi capolavori di Caravaggio (realizzati dal Merisi in ​fuga in ​Sicilia: “Resurrezione di Lazzaro” e “Adorazione dei Pastori”) e ​due Antonello da Messina​ (“Polittico di San Gregorio”, opera datata e firmata, e la attribuita tavoletta bifronte, acquistata nel 2006 da Christie’s con un “Ecce Homo” e una “Madonna con Bambino e francescano” di recente esposta a Taormina in occasione del G7)​.

Il completamento del Museo Interdisciplinare Regionale – che ha richiesto fondamentali lavori di adeguamento degli impianti alla normativa internazionale (finanzianti con fondi europei Po Fesr 2007-13) – segue di appena sei mesi il varo dello scorso dicembre con l’apertura del padiglione archeologico e dell’Ala nord con le sale Manierismo, la sala del Caravaggio e quella dei caravaggeschi.