Messina, giunta al termine la II edizione della Summer School di Geologia Forense 2017

A Messina si è ufficialmente conclusa la II edizione della Summer School di Geologia Forense

universita-messina_4_3Si è conclusa la II edizione della Summer School di Geologia Forense 2017, diretta dalla prof.ssa Roberta Somma del Dipartimento BIOMORF. Nella prima parte, la scuola, svoltasi al CERISI dell’Università di Messina, ha affrontato svariati temi inerenti le scienze forensi. Durante le lezioni è stata evidenziata la necessità di stabilire uno stretto rapporto professionale tra lo scienziato forense e il giurista, in quanto ognuna di queste figure ha bisogno dei saperi posseduti dall’altra categoria per poter affrontare un caso giudiziario senza commettere errori legati alla mancanza di conoscenza dell’ambito giuridico (per lo scienziato) e dell’aspetto scientifico (per il giurista).

Nel corso della seconda parte della Summer School, sono state svolte numerose attività pratiche sul campo. Gli 11 corsisti della scuola, provenienti da varie regioni italiane e in parte appartenenti alle Forze dell’Ordine, hanno partecipato attivamente alle esercitazioni, durante le simulazioni su test site predisposti. Ognuno di loro ha svolto, altresì, accertamenti tecnici relativi a un caso di omicidio veramente accaduto in Spagna. I discenti hanno potuto ascoltare la confessione del reo confesso che è stato realmente portato sulla scena, grazie all’efficace interpretazione dell’attore messinese Gaetano Campagna, calatosi nella parte dell’assassino grazie allo studio della confessione. Sulle tre scene del crimine, invece, è vi è stato il sopralluogo ed il repertamento. Dopo il rinvenimento della vittima su una scarpata, grazie alle indicazioni dell’assassino, in sede autoptica, è stato analizzato l’aspetto esterno del cadavere (simulato da un manichino) e sono state repertate le tracce di due diversi terricci presenti sul corpo della vittima e sugli indumenti. Sulla scena secondaria è stata osservata la buca dove era stato occultato il corpo, prima di essere riesumato dall’assassino, e in cui è stata rinvenuta un’arma bianca, grazie all’uso del metal detector. Sono stati confrontati, poi, i terricci repertati sulla vittima con quelli delle scene del crimine e di interesse investigativo. Infine, dopo un’ispezione visuale della squadra di ricerca, formata dagli studenti e finalizzata al rinvenimento di eventuali altre vittime occultate nel sottosuolo, sono state individuate numerose anomalie vegetazionali e dell’aspetto del terreno. Queste ultime sono state, successivamente, investigate tramite prospezioni geofisiche. Ognuno degli iscritti ha utilizzato il georadar sulla scena. Tale accertamento tecnico ha consentito di individuare altre tre tombe clandestine simulate, che a seguito dello scavo stratigrafico d tipo archeologico, hanno portato alla luce alcuni resti umani simulati.

“Dietro un grande mistero si nasconde una grande verità – ha detto Walter Irrera, laureato in Giurisprudenza, appartenete alle Forze dell’Ordine e discente del corso -. Un connubio di persone partite con esperienza ed idee diverse giunte alla fine del percorso con qualche consapevolezza comune”.  Roberta Mammoliti, laureata in Giurisprudenza ha commentato il percorso didattico: “ho avuto la possibilità di vivere una esperienza unica nel suo genere nel panorama universitario, che mi ha permesso di confrontarmi con professionisti d’eccezione, in una full immersion stimolante di pillole teoriche di diritto, ambiente, geologia e non solo, e simulazioni pratiche. Il tutto curato al minimo dettaglio, con grande professionalità ed in più divertendoci”.

Dichiarazioni lusinghiere anche da parte di Marialuisa Donato, laureata in Scienze per l’investigazione e per la sicurezza presso l’Università di Perugia: “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita; tante persone sono state coinvolte in questi giorni della Summer School e oltre alla loro impeccabile preparazione, forse, ciò che più mi ha colpita è la passione che hanno mostrato per quello che è il loro lavoro. È stato un vero piacere”.

Numerosi i docenti di eccezione della scuola. Uno fra tutti il Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, il Dott. Nicola Gratteri che ha inaugurato il corso con una lectio magistralis sulla ‘Ndrangheta e ha partecipato alla consegna degli attestati. Oltre alla prof.ssa Somma, il corpo docente ha visto la partecipazione di: Orazio Barbagallo (esperto in geofisica e docente a contratto UniMe, Catania), Vincenzo Carullo, Rosanna Casabona (Sostituto Procuratore della Repubblica, Procura di Messina), Carlo Cassaniti (esperto in Reati ambientali, Catania), Giorgio Cecchini (esperto georadar, Palermo), Caterina Ingoglia (ricercatrice Unime, Archeologa), Alfredo Nicolosi, Lucia Risicato (ordinario Unime, Diritto penale; direttore Master di II livello in Criminologia e Scienze forensi), Corrado Rizzo (ricercatore UniMe, Procedura penale), Eliana Torre (laureata in Archeologia, Messina).

L’esame finale della scuola e la consegna delle borse di studio a tre iscritti (categoria studente, laureato, appartenente alle Forze dell’Ordine) sono previsti a fine settembre. Bolle già in pentola l’organizzazione delle future summer school dedicate a temi specifici nell’ambito delle Scienze forensi e caratterizzate dalle attività sul campo, isperate a fatti realmente accaduti.