Messina, donna uccisa dal marito: la Corte d’appello condanna giudici che non intervennero per proteggerla

Marianna Manduca, prima di finire accoltellata dal marito, presentò dodici denunce. Oggi i giudici di Messina condannano i pm per non avere cercato di proteggere la donna

 

tribunale faldoniPrima di finire vittima del suo carnefice Marianna Manduca presentò ben dodici denunce contro Saverio Nolfo, il marito il violento che più volte aveva promesso di ucciderla. Ma le segnalazioni e le richieste di protezione  alle forze dell’ordine non furono sufficienti a proteggere la donna dalla furia cieca del marito. Il 3 ottobre del 2007 Marianna venne uccisa in strada a Palagonia ( CT), presa a coltellata dall’uomo che le aveva promesso amore eterno. Marianna lasciò orfani tre figli che all’epoca avevano 3, 5 e 6 anni e che furono adottati da una parente della donna, la stessa che in questi anni ha deciso di chiedere giustizia per la donna. Oggi la Corte di appello di Messina ha condannato i magistrati che dieci anni fa non intervennero per bloccare l’uomo e la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà risarcire con la somma di 300.000 euro  i tre figli rimasti orfani della madre. Dodici le querele presentate in un anno e mezzo e “ciononostante - si legge delle contestazioni del ricorrente, – la Procura della Repubblica di Caltagirone nulla ha fatto per impedire la consumazione dell’omicidio della donna“.

 ”Si tratta di una sentenza rivoluzionaria”, dichiara l’avvocato Alfredo Galasso, legale del padre adottivo dei tre ragazzi. La decisione è stata assunta tenendo conto della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, che sarebbero dovuti intervenire con efficacia specie a seguito delle reiterate segnalazioni della donna. Con questa sentenza i giudici di Messina hanno stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei pm.  Nolfo è tuttora in carcere, dove sconta la condanna di 20 anni per l’omicidio della moglie.