Messina, apre al pubblico la nuova area del Museo: visitatori pronti ad ammirare i reperti che raccontano 27 secoli di storia [FOTO e INTERVISTE]

Apre al pubblico la nuova  grande area del Museo, nel nuovo spazio allestite le esposizioni di oltre 350 preziosi reperti  che raccontano la storia di Messina

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

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Da domani Messina aprirà ufficialmente al pubblico il suo grande Museo Interdisciplinare Regionale. Dopo la parziale consegna del 9 dicembre scorso,  finalmente saranno accessibili ai visitatori tutti i restanti settori espositivi che ripropongono un percorso storico-artistico che procede dal medioevo moderno fino ai primi anni del ’900. Nei suoi 4700 mq, il MuMe ospita circa 750 capolavori distribuiti sui due livelli e che riguardano i percorsi medievale, moderno, la sezione archeologica e le aree esterne, configurandosi come uno dei musei più grandi del Meridione d’Italia. L’ immenso patrimonio artistico contenuto al suo interno riunisce la storica collezione civica del Museo Peloritano e le centinaia di reperti architettonici e opere d’arte di chiese ed edifici storici distrutti dal terremoto del 1908 e faticosamente strappati alle macerie.

Il Mume, tiene a precisare la direttrice del Museo Caterina di Giacomo, non sarà un contenitore d’arte, ma un autentico luogo d’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo. La struttura ha un importante valore socio-culturale, il museo raccoglie Ventisette secoli di storia cittadina” .

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

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Il Museo, pur garantendo una superficie espositiva estesa e un livello seminterrato di circa 3000 mq destinato ai  depositi, uffici, tecnici, biblioteca, archivi e laboratori, è riservato esclusivamente alla collezione permanente, troppo a lungo sacrificata:  nella struttura giacciono in tutto 20.000 reperti, compresi una ricca sezione archeologico- numismatica, fondi archivistici, librari e monetari.

Questo immenso patrimonio artistico è arricchito anche da opere di provenienza estera, come i capolavori della Scuola napoletana, romana, toscana, veneta e lombarda, valide ben prima dell’unità d’Italia. Oltre agli splendidi  capolavori di Antonello da Messina e di Caravaggio, come l’”Adorazione dei Pastori” e la “Resurrezione di Lazzaro”, custoditi nella sezione dedicata ai fiamminghi, nella sezione archeologica giace in bella mostra uno dei monumenti più interessanti e che da domani tutti i visitatori potranno ammirare: la Conca di Gandolfo (1135), il cui unico pezzo analogo si trova al Metropolitan Museum di New York. Di bellezza unica è anche  la splendida “Madonna degli storpi”, così come di   particolare rilievo sono le iscrizioni arabo normanne che avviano il percorso della nuova area, i capitelli del Duomo, i mosaici trecenteschi, la grande sala Alibrandesca, la piazza manierista con la produzione montorsolina e il proseguo sei settecentesco contrassegnato da elementi marmorei, che termina nella sala della “Carrozza senatoria“.

Circa 200 di queste opere sono state sempre esposte negli spazi della ex Filanda Mellinghoff, opificio ottocentesco risparmiato dal sisma e destinato per decenni a sede “temporanea” del museo dove, con il sistema di rotazione, venivano esposti vari pezzi della grande collezione. La storia del Museo di Messina inizia nel lontano 1914, quando con Regio decreto se ne decise l’istituzione. Da allora la Filanda Mellinghoff, deposito delle opere più preziose recuperate dopo il sisma e via via riadattata a sede museale, ha sopperito alle funzioni garantendo la fruizione dei capolavori e di una significativa selezione di opere. Messina all’indomani del sisma era un unico enorme rudere. Tra le macerie vennero recuperati migliaia di reperti storico-artistici. L’edificio ottocentesco della Filanda, rimasto in piedi e affittato dalla Sopraintendenza ai monumenti ed alle gallerie siciliane, ospitò i più importanti manufatti recuperati nei primi ricoveri di S. Maria Alemanna, dai magazzini generali del Dazio e da quelli della Dogana.  Una prima sommaria sistemazione si deve ad Enrico Mauceri, che riuscì ad inaugurare nel 1922 il Museo Nazionale di Messina.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

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La nuova struttura è stata presentata oggi dall’assessore regionale dei Beni Culturali Carlo Vermiglio, il dirigente generale del Dipartimento BBCC e I.S., Gaetano Pennino, Caterina di Giacomo, direttore del Polo Regionale di Messina per i Siti Culturali- Museo Interdisciplinare e Gianfranco Anastasio, Responsabile dei lavori di completamento della struttura. “Mantenendo fede agli impegni assunti- ha commentato Vermiglio- abbiamo raggiunto un traguardo importante per Messina grazie alla determinazione e al lavoro sinergico attuato da questo assessorato, dal dipartimento, dalla direzione e dal personale del Museo. L’apertura del museo nella sua interezza rappresenta la riappropriazione di un luogo cardine per la storia di questa città, una patria culturale che racconta l’eredità millenaria di questo territorio“.  Al termine della cerimonia ufficiale, in programma domani alle 18:00 alla presenza del ministro Alfano, del presidente Crocetta e del presidente dell’Ars Ardizzone, insieme agli esponenti politici regionali e la autorità cittadine e religiose, le sale del MuMe saranno aperte al pubblico gratuitamente dalle 20 fino alle 22:30.  Soddisfatti anche i ragazzi del Comitato “Apriti Museo” che, intervistati ai nostri microfoni, hanno annunciato di voler proseguire nel loro impegno affinché la città e il suo Museo diventino polo attrattivo per il turismo di più ampio respiro.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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