Messe sataniche, possessioni demoniache e patti luciferini a Messina: INTERVISTA all’esorcista Tonino Schifilliti

Satanismo a Messina: intervista a padre Tonino Schifilliti, esorcista della Parrocchia di San Gabriele

esorcismoMessina, dopo  Torino e Bologna, è la terza città d’Italia in cui si praticano riti satanici. Abbiamo deciso di parlarne con il massimo esperto in materia di satanismo a Messina, monsignor Tonino Schifilliti, parroco esorcista della parrocchia di San Gabriele, per conoscere, attraverso la sua testimonianza,  la realtà del fenomeno e le modalità con cui si manifesta il maligno. Di seguito l’intervista integrale rilasciata  in esclusiva per StrettoWeb:

- Padre, non tutti conosco Satana, ci  racconti chi è e come si manifesta:

Satana è un essere personale, spirituale, è un angelo decaduto. Il suo desiderio più grande è metterci dalla sua parte, contro Dio. Lo fa spesso, in maniera subdola. Spesso non ci rendiamo conto che oltre a manifestarsi in maniera appariscente, attraverso le possessioni e le vessazioni, in molte occasioni si manifesta attraverso il peccato normale degli uomini. Tante volte diamo più attenzione ai fatti straordinari, come ad esempio le messe sataniche, le possessioni, perché fanno più scalpore, ma l’impegno di Satana si evince anche nel male più banale, e non ce ne rendiamo conto. Dietro queste azioni c’è certamente la volontà della persona stessa, ciascuno di noi  quotidianamente accetta di farsi tentato dal maligno. 

- La possessione demoniaca però contraddice il libero arbitrio dell’individuo. Detto in altri termini: la stragrande maggioranza degli individui vittima delle possessioni sembra non abbia scelto volontariamente di essere posseduta dal demonio. Che ruolo ha il libero arbitrio in questi casi?

 Alla base del fenomeno delle possessioni c’è sempre il compimento di un gesto che attira il maligno, nelle possessioni c’è sempre il libero arbitrio, c’è sempre il compimento di un gesto che attira il demonio. Questo gesto può essere compiuto dalla persona posseduta  o da terzi, che volontariamente intercedono affinché Satana si impossessi della persona.  La possessione si manifesta se o la persona posseduta o terzi  liberamente intervengano per attirare il maligno.  Nel secondo caso è come quando si subisce una violenza, quando qualcuno ti dà un colpo in testa e cadi in un sonno profondo. La vittima, pur non volendo, subisce  la violenza operata da altra persona, che liberamente ha scelto di sferrare il colpo. Altrettanto accade nella possessione:  c’è  chi è posseduto perchè pur non partecipandovi ha subito i frutti di una messa satanica, fatta volontariamente contro la sua persona. Così come c’è chi è posseduto perché ha liberamente scelto di fare un patto col diavolo, partecipando a messe sataniche o suggellando un legame luciferino.

- Padre, la sua fama di esorcista è nota anche oltre i confini della città di Messina. Chi si rivolge a lei per chiedere aiuto?

Il 95-97% delle persone che in questi anni hanno chiesto di incontrarmi non avevano problemi del maligno.  Si trattava di persone sconvolte dalle vicissitudini della vita e che credevano che in ciò  ci fosse un’influenza del maligno, ma si trattava solo di debolezze e fragilità. C’è poi da dire che dietro alcuni atteggiamenti particolari non è detto che ci sia sempre l’opera di Satana, molto spesso gli uomini hanno bisogno di qualcuno che li ascolti.  Purtroppo oggi, anche fra preti, non tutti sono disposti a prestare ascolto alla gente che bisognosa di aiuto. Quando qualcuno si rivolge a noi, il nostro primo compito è quello di appurare che non abbia una diagnosi medica particolare. Non sono mancati casi in cui qualcuno lamentava l’avversione alle immagini sacre: questo è uno dei modi in cui si manifesta il maligno, ma non l’unico. La possessione in questi casi era da escludersi, tra l’altro in medicina esistono patologie psichiche in cui il paziente manifesta avversioni simili.  Faremmo  un grave danno se convincessimo i familiari che ci sia il diavolo quando in verità non c’è. 

-  Ovviamente le sarà capitato di trovarsi anche di fronte a casi in cui la possessione  demoniaca era conclamata, come opera un esorcista e come fa a capire che si è in presenza di una possessione? 

Quando arriva qualcuno da noi, ascoltiamo con attenzione ciò che ci racconta ed evitiamo di fare preghiera in viva voce. Optiamo per le preghiere interne, per evitare l’autosuggestione di chi ci sta davanti. La preghiera ci consente il discernimento, ovvero ci consente di capire se si è in presenza di un caso demoniaco. Una serie di comportamenti, gesti, parole ci convincono della certezza della presenza demoniaca. Un malato psichiatrico non è in grado di parlare una lingua che non conosce, né tanto meno di rivelare fatti di cui non può essere a conoscenza. Si tratta di casi in cui c’è da escludere la dissociazione psicologica o psichiatrica, specie quando la persona su cui abbiamo dei sospetti dimostra  la conoscenza di cose che umanamente non possono sapersi.

-Può raccontarci qualche caso in particolare?

Lo scorso anno ci trovammo a pregare per una persona italiana, questo signore aveva solo la terza media e conosceva solo la lingua madre. Ad aiutarci nella preghiera intervenne anche un esorcista ungherese. La persona per cui pregavamo cadde in trans e iniziò a parlare in ungherese, una lingua che, come detto, non poteva certamente conoscere.  Con dovizia di particolari l’uomo iniziò a raccontare e  a pormi domande su alcune faccende personali che avevo svolto il giorno precedente.  In quella circostanza capimmo che si trattava di possessione. 

Nelle mie preghiere più intime,  invoco spesso la beata Eustochia da Padova, una suora posseduta. In un’ altra circostanza accadde che  il posseduto, o meglio, Satana,  si prese beffa di me dicendomi di sapere che avevo invocato Lucrezia Bellini,  che è il vero nome della Santa che avevo invocato. 

- Come si rivolge a lei Satana?

Praticando gli esorcismi, ogni giorno ricevo minacce dal maligno. Satana generalmente si nasconde, ma quando è provocato si manifesta in tutta la sua virulenza attraverso la persona posseduta, ma mai a livello spirituale. Si manifesta in diverse espressioni, in modo di farmi convincere che la persona è sua. Il suo linguaggio è questo: “questa persona è mia, tu non me la puoi rubare“.  Satana pensa di possedere la persona. Molto spesso, in riferimento alla mia preghiera a San Pio da Pietralcina, Satana mi dice : “a quello gliene ho date tante a te non te ne do più (di persone da liberare dal maligno) ”.

Satana spesso ci racconta cosa gli dà più fastidio: in primis la preghiera del rosario. Ci fu un caso in cui disse a tutti noi: “meno male che non sono come voi tutti cristiani, altrimenti saremmo rovinati“. Io le chiamo le piccole catechesi di Satana.

Accadde che una volta il maligno mi disse: “devo andarmene, mi hai sconfitto“. Anche il quella circostanza Satana voleva farmi peccare di superbia. Ovviamente la risposta che gli diedi fu: “Io non ti ho vinto, il Signore ti ha vinto“.

In generale, proprio perchè al maligno piace molto intavolare discorsi, noi evitiamo di soffermarci a parlare con lui. La maggior parte delle cose che dice sono fandonie, quindi occorre prudenza. Noi esorcisti siamo in prima linea contro Satana, quindi costantemente sotto minaccia, ma sappiamo che il Signore combatte al nostro fianco.

-Qual è l’iter che si segue per liberare una persona dal maligno?

La persona viene sostenuta e aiutata dalla comunità, non è mai sola. Si tratta di un percorso molto doloroso per tutti. Durante le ore di esorcismo il posseduto soffre moltissimo. Ma al contempo non è solo, perchè è circondato dall’amore di tutta la parrocchia e dei sacerdoti. 

- Qual è la liberazione che ricorda con più particolare emozione?

Una volta, al Santuario di Montalto, Satana si scagliò contro la parete della chiesa, pronunciando parolacce. Era particolarmente infastidito dalla presenza di una Signora, che noi però non vedevamo. Capimmo presto che il maligno stava intavolando un discussione con la Madonna, accorsa in nostro aiuto. Satana iniziò sbraitare, rivolgendosi alla Madonna: “Vattene via, io non sono il tuo servo. A questo porco prete non dico nulla“.

Chiedemmo al maligno di dirci quale messaggio volesse darci la Madonna e dopo molte pressioni  riuscimmo a costringerlo a rivelarcelo. Il messaggio mariano era il seguente: “la preghiera fatta col cuore arriva come una rosa sul capo di Maria, la preghiera fatta col cuore da un sofferente arriva come una corona di rose. La preghiera fatta senza cuore arriva come fiori secchi“.

-Padre, è vero che Messina è una fra le prime città in cui dilaga il fenomeno del satanismo?

Si, purtroppo è un’amara verità. Non sono mancati casi di profanazione dei cimiteri cittadini. Ma ahimè il fenomeno si estende anche alle case private. In molte abitazioni vengono organizzate messe sataniche. Non si tratta di mancanza di fede. Molto spesso si inizia per gioco, ma si finisce all’interno di una spirale dalla quale è difficile uscirne, specie se non si ha il supporto dei familiari e della parrocchia. 

-  Molto spesso chi è afflitto dal dolore per la perdita di un caro, cerca di invocare l’anima del defunto. Che genere di rischi si corrono in questa pratica?

Evocare gli spiriti è molto pericoloso. Le risposte che si ottengono non sono segni del Signore, ma manifestazioni degli spiriti del male. Il cosiddetto gioco del “bicchierino che si muove” è la pratica più diffusa tra chi cerca di entrate in contatto con gli spiriti, ma, ripeto, la risposta che si ottiene non è una manifestazione del defunto.

-Cosa si sente di consigliare ai lettori che leggeranno questa intervista?

Consiglio  prudenza nel dare troppa importanza al maligno,  evitate di pensare che Satana sia dappertutto e che sia più potente di Dio. Non occorre dare troppa importanza a lui. Tuttavia consiglio anche di non cadere nell’insipienza e pensare che il maligno non esista, perchè così gli diamo spazio per lavorare bene.