Martelli candida il Cerisi di Messina per lo sviluppo di Iter: il reattore che promette di produrre energia dalla fusione nucleare [FOTO e INTERVISTE]

Martelli a Messina per Iter, il primo reattore sperimentale per la fusione nucleare. La Macchina per dispositivi antisismici del Cerisi di Messina potrebbe testare la funzionalità del reattore

timthumb (2)Si chiama Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) ed è una progetto che promette di dimostrare la fattibilità della fusione nucleare per la produzione elettrica. Questo gioiello, nato dall’ambizioso progetto di Europa, Cina, India, Giappone, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti,  si trova attualmente in Francia, a Cadarache, e alcuni componenti potrebbero molto preso arrivare al Cerisi di Messina per un test sperimentale. Iter è un progetto all’avanguardia per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica: questa macchina propone di  dimostrare la possibilità di fondere nuclei di idrogeno per formare elio, quindi di  rilasciare energia pulita. Il suo compito è quello di testare la  la fusione nucleare, ossia la reazione atomica che avviene nel Sole e riuscire a controllarla per generare energia. Attualmente si è scoperto che i refrigeratori di emergenza  di questo dispositivo sono soggetti a delle accelerazioni verticali molto elevate, tali da compromettere la funzionalità stessa di Iter.

 la macchina per prove e dispositivi antisismici del Cerisi di  Messina

la macchina per prove e dispositivi antisismici del Cerisi di Messina

Per ovviare saranno realizzati dei sistemi di isolamento sismico verticali e,  nell’ ambito delle prove di verifica del componente refrigeratore,  Alessandro Martelli proporrà per il test la “macchina per prove e dispositivi antisismici” del Cerisi di  Messina. Martelli punta tutto a tenere tutto in Italia e ci spiega alcuni dettagli del progetto:  ”Significa mettere il sole in una macchina- dice Martelli ai microfoni di StrettoWeb- e stiamo valutando di proporre il Cerisi di Messina come laboratorio sperimentale insieme a quello di Enna. Si tratta di un progetto ambizioso, se si riuscisse  a controllare la fusione nucleare, cosa che attualmente avviene solo nella bomba a idrogeno, avremmo una produzione di energia pulita“. Soddisfatto della candidatura anche il professore Ricciardi, responsabile dell’area strutturale di Scienza e Tecnica delle Costruzioni: “molto contenti di essere stati interpellati per poter dare il nostro contributo. Il progetto Iter è quello più all’avanguardia per la produzione di energia, stiamo valutando come contribuire all’iniziativa“.