La quinta tappa della carovana della giustizia riparte da Palmi

Palmi vista dal Monte Sant'EliaLa “Carovana per la Giustizia”, promossa dal Partito Radicale e dall’Unione delle Camere Penali Italiane, riparte oggi per la sua quinta tappa calabrese: destinazione Palmi, nella piana di Gioia Tauro, dove sarà fatta una visita nel carcere e poi un banchetto di raccolta firme con la locale Camera Penale. Fino ad oggi gli esponenti radicali insieme ai penalisti delle Camere Penali calabresi hanno raccolto oltre 1000 sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, e quasi 20 iscrizioni al Partito di Marco Pannella, che potrà continuare a vivere solo se raggiungerà i 3000 iscritti entro il 31 dicembre 2017

Le prossime tappe

  • Martedì 13 giugno Palmi/Polistena
  • Dalle ore 9.00 raccolta firme in carcere a Palmi con Camera Penale di Palmi
  • Dalle 18 alle 20 banchetto di raccolta firme a Piazza della Repubblica a Polistena
  • 14 giugno Africo/San Luca
  • Mattino Africo (RC) banchetto raccolte firme e iscrizioni
  • Pomeriggio S. Luca (RC) banchetto raccolta firme e iscrizioni

Resoconto della giornata di ieri

Erano tutti iscritti al Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito i relatori che hanno preso la parola a Siderno, appuntamento pomeridiano della quarta tappa della “Carovana per la giustizia” organizzata dal Partito Radicale e dall’Unione delle Camere Penali al termine del quale si contavano 101 firme raccolte e quattro iscrizioni al Partito Radicale

Sul palco il presidente della Camera Penale di Locri Eugenio Minniti, Rita Bernardini, al 18° giorno di sciopero della fame per lo stralcio della riforma dell’Ordinamento Penitenziario (su cui c’è accordo unanime) dal disegno di legge sul Penale, contestato invece da più parti per motivi diversi; Sergio D’Elia, come Bernardini membro della presidenza del Partito Radicale; Giampaolo Catanzariti, referente territoriale del Comitato Separazione e Ilario Ammendolia, direttore del settimanale “La Riviera”.

In piazza Vittorio Veneto si è parlato di giustizia, di giusto processo, di separazione delle carriere (oggetto della legge di iniziativa popolare sulla quale, anche a Siderno, si stavano intanto raccogliendo le firme) di 41bis e di ergastolo ostativo. Ma si è parlato anche delle condizioni in cui versa la popolazione della Calabria.

Il Sindaco di Siderno, Pietro Futa: già Senatore della Repubblica e Consigliere Regionale, presente in piazza e invitato a prendere la parola, ha dichiarato di avere sottoscritto la proposta di legge e ha passato in rassegna le questioni che mostrano lo stato disastroso della giustizia italiana. Ha constatato il crescente distacco dei cittadini dalle istituzioni, e ha attribuito questo fenomeno al fatto che non vengono affrontati i problemi che quegli stessi cittadini vivono tutti i giorni.

Sergio D’Elia, autore con Maurizio Turco del libro: “41bis: tortura democratica” ha ricordato di aver potuto ricostruire la mappa delle carceri dove c’erano sezioni di 41bis parlando di volta in volte con i detenuti dei vari reclusori: era difatti impossibile avere informazioni dal ministero competente che opponeva un vero e proprio “segreto di Stato”. Ha poi ricordato che il Partito Radicale ha stabilito – nel congresso straordinario tenuto nel carcere di Rebibbia – di porre fine alla sua attività se non avrà raccolto 3.000 iscrizioni entro la fine dell’anno. Dopo aver affermato che uno Stato serio non dovrebbe utilizzare gli stessi mezzi della criminalità che vuole combattere ha infine dichiarato: “Siamo qui per dare una mano a superare la cultura del sospetto; se qui si salva il P.R.N.tt, ci impegnamo a tornare spesso”.

Rita Bernardini ha ricordato le battaglie che hanno impegnato Marco Pannella negli ultimi anni della sua vita insieme a quelle storiche per la giustizia giusta: la transizione verso lo Stato di Diritto e la formalizzazione, da parte dell’assemblea generale dell’Onu, del diritto umano alla conoscenza: a ben guardare, un filo che si è snodato per tutta la sua vita. Ha poi ricordato i motivi del suo sciopero della fame, che per i nonviolenti è uno strumento di dialogo): Ordinamento Penitenziario ma anche il diritto dei malati a curarsi con la cannabis terapeutica. Ha infine ricordato le condanne dell’Italia per l’irragionevole durata dei processi, la constatazione della possibile efficacia della legalizzazione di hashish e marijuana da parte della Direzione Nazionale Antimafia (che l’On Rosi Bindi si è ben guardata dal consultare) e ha così concluso: “Rischio la vita contro la morte dei diritti umani fondamentali e per il senso dell’umanità che non dobbiamo perdere”.

Per Giampaolo Catanzariti il Partito Radicale – il mio partito, ha sottolineato – deve rappresentare il grimaldello attraverso il quale liberare una Calabria soggiogata, che vive sotto il peso di una scarsa praticabilità democratica. Che vive in un clima, anche culturale, dimentico dell’importanza della separazione dei poteri e nel quale domina l’idea che la questione meridionale è solo una questione criminale.

Ilario Ammendolia, direttore del settimanale “La Riviera” ha ricordato che Siderno, terra di antica civiltà, fu teatro, nel 1955, di un’imponente operazione di polizia che provocò più di cento arresti. L’operazione, promossa dal Prefetto Marzano, provocò una risposta di massa che fu appoggiata da Pertini, Licata e Musolino. Anche oggi i diritti vengono annullati: si sciolgono Comuni prima che i magistrati si pronuncino, si attuano retate con più dell’ottanta per cento di innocenti, si arresta in base al nome. Oggi però, siamo in pochi a reagire. Il mio giornale è una barchetta contro la corazzata dominante, contro la piccola e la grande n’drangheta che ci opprimono. Anche noi del Partito Radicale, ha concluso Ammendolia, abbiamo le spalle fragili. Per questo abbiamo bisogno di 3.000 nuovi radicali, che portino avanti con noi le lotte di Marco Pannella, che facciano con noi le battaglie di civiltà che nessuno osa fare.

Concetto ribadito dal presidente Minniti, che ha concluso la serata con queste parole: “Insieme possiamo ottenere tutto; insieme, Camere Penali, Partito Radicale e Siderno, che deve risorgere dalle ceneri sulla strada della civilità giuridica. Viva Siderno, vivano le Camere Penali, viva il Partito Radicale!”