Hidetoshi Nakata e Shunsuke Nakamura: il bel ricordo del “Sol Levante” nel calcio italiano

Hidetoshi Nakata e Shunsuke Nakamura rappresentano probabilmente l’emozione più piacevole del calcio nipponico in Italia

Nakata e NakamuraLa terra del Sol Levante e dei Samurai, delle Katane e le arti marziali, la terra delle Geisha e delle arti, dove la cura di un giardino, una composizione floreale o la preparazione del tè diventano dei veri e propri riti simbolici. I turisti nipponici hanno sempre scelto l’Italia come tra le mete preferite, meno i calciatori, vuoi per la cultura e la preparazione calcistica lontana da quella occidentale, vuoi che il calcio in Giappone esplode solo nell’ultima decade del XX secolo. Non in molti ricordano oggi il nome del primo calciatore giapponese che è riuscito a varcare i confini italiani, probabilmente per il poco clamore mediatico sollevato ma ancor più  per le prestazioni in campo, la meteora Kazuyoshi Miura arrivato nel 1994 al Genoa, è solo un ricordo sbiadito. Il tutto a favore di Hidetoshi Nakata  secondo giapponese ad entrare nei nostri campi e  nella storia del calcio italiano. Infatti a fare le valigie per l’Italia nel 1998  fu , probabilmente il miglior calciatore asiatico che abbia mai prestato servizio dalle nostre parti, calciatore di una civiltà così lontana e affascinante, sospesa tra antiche tradizioni e moderne tecnologie che a metà degli anni 90, dopo la delusione per la mancata Qualificazione ai Mondiali di Usa ’94, inizia a raccogliere i frutti a livello calcistico, sfornando giovani e talenti interessanti per il panorama calcistico mondiale.

nakataFrutti che regaleranno alla Nazionale nipponica la la prima e veloce presenza al Campionato del Mondo nell’edizione 1998 (eliminati al primo turno). Quando Hidetoshi Nakata arriva al Perugia, nel 1998, ad accoglierlo c’è una coltre spessa di scetticismo e battute da bar oltre un esercito ancora più fitto di giornalisti giapponesi, che accompagneranno l’idolo di casa in tour per l’Italia e per il mondo. Per chi segue il calcio oltre i confini si percepisce come il calcio giapponese negli anni Novanta sia in totale fermento. ll pallone dai cortili e dalle palestre delle scuole ed università finisce sulle scrivanie degli uffici. Nonostante la nascita della JSL con otto squadre che rappresentavano i principali comparti dell’industria nazionale, dall’elettronica (Hitachi) ai motori (Mitsubishi, Toyo – poi ribattezzata Mazda – e Toyota), dagli pneumatici (Yanmar) agli istituti di credito (Banca di Nagoya), la vita giapponese è troppo dominata dagli affari, dal business, il calcio sino agli anni ’90 resta uno svago, un motivo di divertimento. Pian piano i nomi delle aziende lasciano così il loro posto a quello delle città. Il calcio prende piede, con l’ausilio anche di preparatori ed esperti d’occidente, il calcio in Giappone prima cresce in termini di popolarità ed in secondo luogo di qualità. Holly&Benji sembra effettivamente distante dalla realtà del calcio giapponese, a darne conferma è lo scetticismo formatosi intorno prima avventura di Kazuyoshi Miura, terminata male per un giocatore,che premesse a parte, non è riuscito ad entrare nei meccainsmi del calcio italiano. Hidetoshi Nakata, invece  è il giapponese che non ti aspetti, adorato dalle ragazze è un personaggio, visto l’estroso carattere (capelli colorati, silenzioso con i giornalisti e arrogante con qualche compagno) che non fa presagire nulla di buono… di convenzionale. Per Dario Castagner ed  il patron Gaucci, Hidetoshi Nakata è invece una piacevole scoperta.

nakamura-regginaPerugia e l’Umbria diventano tappa obbligatoria di giornalisti, turisti e curiosi. Sbarcato in Serie A tra varie perplessità dell’ambiente, il centrocampista offensivo esordisce con una doppietta alla Juventus (partita persa dagli umbri per 3-4) per affermarsi in pochi mesi tra le rivelazioni del campionato. Nella sua prima stagione coi grifoni gioca 32 partite condite da 10 reti che contribuiscono alla salvezza col club biancorosso. Dal 1998 al 2005 la stella della nazionale giapponese, gioca 7 stagioni ed un mondiale, girando la penisola, tra Perugia, Roma, Parma, Bologna e Firenze. Nakata si conferma il primo calciatore giapponese a riscuotere un ottimo successo in Italia, un numero 10 capace di far divertire col suo tocco di palla raffinato, buona tecnica e visione di gioco mai visti prima in un calciatore dagli occhi a mandorla in Italia. Poche parole e sempre tramite un traduttore, Nakata è il classico giocatore che parla di calcio solo in campo, fuori preferisce altro, gli piace viaggiare preferendo la natura alle apparizioni in tv. Non a caso si ritirerà dal calcio professionistico a soli 29 anni. Nonostante ciò, il Sol Levante fa visita al campionato italiano con due stelle d’eccezione nel 2002 a brillare insieme a Nakata c’è un altra stella: Shunsuke Nakamura, mancino preciso, calci piazzati d’antologia e fantasia straripante. Non è un centrocampista ma un fantasista dalla buona visione di gioco e dal tocco di palla fine. La sua spedizione nel calcio italiano inizia nel migliore dei modi, esattamente a Reggio Calabria dove, con la maglia amaranto, incanta e sorprende; la Nakamura-mania esplode e si avverte anche in città. Nonostante i bronzi di Riace attirino annualmente cospicui gruppi di turisti, i nipponici invadono il Museo Nazionale della Magna Grecia, il lungomare e tutta la città dello stretto. Gli alberghi sono presi d’assalto da troupe Tv e qualche cronista trasferisce a  Reggio la propria residenza. Si capisce subito che Nakamura non è un calciatore qualsiasi, lo si capisce in campo prima e sui giornali dopo, in Giappone è considerato un talento a Reggio ancora un’incognita, così al termine della prima avventura nella Reggina, il campo e la salvezza daranno ragione alla società amaranto che fa di Nakamura uno dei protagonisti indiscussi in riva allo stretto. Dall’estate del 2002 al 2005, regalerà prezzi pregiati di ottima fattura a prestazioni altalenanti ma il carattere mite, la tecnica in campo ed il suo carisma lo portano nuovamente a vestire la maglia della nazionale. Dopo aver ricevuto la maglia numero 10, Shunsuke segna 3 gol consecutivi nelle prime tre giornate di campionato e diverte. Meglio in fase offensiva che difensiva, segna e fa segnare.

Nakamura e NakataTermina la sua prima stagione italiana con 7 marcature in 36 partite totali. Successivamente infortuni e offerte di altri club distraggono il funambolo nipponico che nell’estate del 2005 esprime il suo desiderio di giocare in Spagna o in Germania. Termina in Scozia dove raggiunge il punto più alto della sua carriera, vince tre campionati, gioca la Champions League e viene inserito nella lista dei 50 candidati al Pallone d’oro nel 2007. Mentre il Samurai torna in patria per chiudere tra le fila nei Yokohama Marinos in Italia si pensa già a quali saranno i prossimi esponenti del  Sol Levante capaci di regalarci le stesse emozioni.