Fondi agricoli Ue: la Calabria dovrà restituire circa 175 milioni di euro

Nicolò: “temiamo che non sarà l’ultima volta che la Regione Calabria si rivela incapace di assolvere ai propri compiti per l’utilizzo dei Fondi Ue”

AgricolturaDa un recente audit della Commissione europea, tenuto nascosto ai calabresi, emerge che la Regione Calabria dovrà restituire circa 175 milioni di euro (quasi 340 miliardi delle vecchie lire) per mancate somme erogate dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Siamo alle solite sulla dispersione dei fondi comunitari e sulla inefficiente gestione delle risorse Ue da parte della Giunta Oliverio, che fa pagare le conseguenze ai disoccupati e alle imprese agricole”.

Lo afferma in una dichiarazione il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Campanella, Alessandro Nicolò.

Il tutto è stato perpetrato a danno degli agricoltori. La Commissione – sottolinea Nicolò – non ha approvato il rendiconto di finanziamento del Fondo in questione, per il periodo ottobre 2014 – dicembre 2015, in ragione della presenza di errori rilevanti dell’ARCEA. Purtroppo non è la prima, siamo preoccupati e temiamo che non sarà l’ultima volta che la Regione Calabria si rivela incapace di assolvere ai propri compiti per l’utilizzo dei Fondi Ue, considerando solo un anno di gestione del FEASR, senza i dati relativi ad altri periodi e ad altre tipologie di erogazione”.

E’ davvero sorprendente quanto accaduto – evidenzia il capogruppo - nonostante i richiami che salgono anche dai banchi della stessa maggioranza, constatare il modo di procedere della Giunta regionale in relazione alla spesa comunitaria, frammentata in più rivoli e deprivata di un unico progetto organico di sviluppo. Ci dica il presidente Oliverio come stanno davvero le cose, con cifre, dati e procedure, per avere una chiara idea sulla spendibilità dei fondi comunitari”.

“Chiediamo chiarezza su un tema importante quanto delicato e strategico per lo sviluppo del territorio. Sarebbe auspicabile un intervento del presidente Oliverio sui fondi comunitari nella massima Assise, con carte alla mano e cifre tangibili, al fine di verificare cosa è stato fatto e cosa si potrà fare, evitando queste ridicole figure e indicando anche i settori di intervento in maniera precisa e non generalista, fissando priorità e tempi di esecuzione delle azioni da realizzare, sopratutto – conclude Alessandro Nicolò – rispetto a quanto accaduto con la dispersione dei fondi comunitari per la quale vi sarebbero delle responsabilità additabili alla Giunta”.