Fantasmi a Messina: ecco tutte le “anime perdute” che si aggirano in città

A Messina c’è ancora qualche anziano che giura di aver visto con i propri occhi qualche anima perduta che vagabondava per le vie della città

fantasmiCredenze popolari, miti, leggende e suggestioni frutto delle fantasie più fervide. Ogni città che si rispetti ha i suoi segreti e suoi misteri e in materia di fantasmi anche a Messina non è da meno.

Si racconta che camminando per le vie cittadine, specialmente di notte, sia possibile fare incontri paranormali. In città c’è ancora qualche anziano che giura di avere visto con i propri occhi qualche anima perduta che vagabondava per le strade.  Di seguito tutte le apparizioni più suggestive:

La Bella di Cristo Re: alcuni cittadini sono pronti a testimoniare di aver visto  una bellissima ragazza dai lunghi capelli biondi aggirarsi, in preda alle lacrime, nei pressi del Santuario di Cristo Re. La ragazza se interrogata sembrerebbe prestarsi alla conversazione, ma odia le domande personali. Dopo qualche parola, fugge via smaterializzandosi.

Il bambino piagnucolone di viale Boccetta: sono moltissimi i cittadini che ci hanno segnalato di aver visto un minore aggirarsi solo  e in preda al pianto lungo questa arteria cittadina. Questo bimbo, travolto dalla disperazione, percorre correndo tutto il viale Boccetta, ovviamente di notte.

Il marinaio: nelle più fredde e burrascose notti di inverno sembrerebbe che alla Passeggiata a mare si aggiri il fantasma del marinaio. Si tratta di un ragazzo poco più che ventenne che impreca contro il mare, chiedendo di essere catturato dalla sue onde. Se lo doveste incontrare, sarebbe bene stargli alla larga.

La coppietta di fidanzatini: probabilmente si tratta di una coppia unita da un tragico destino. Le loro anime vagano per le strade di via Felice Bisazza. I due camminano indisturbati mano nella mano, guai ad avvicinarsi. Sembrerebbe che il fidanzato sia parecchio geloso della sua dama e non esiterebbe a difenderla a spada tratta. Generalmente si tratta di un apparizione fugace, che termina nel brevissimo tempo quando i due si dissolvo nel nulla.

Il pistolero di Tremonti: anche questo fantasma ama correre per la strada. La gente del rione racconta di averlo visto sparare in aria un colpo di pistola. Premuto il grilletto, lo spirito si premura di guardare alle sue spalle per  poi fuggire. Fortunatamente i suoi colpi non hanno mai ferito nessuno.

Il sadico sucida del Museo: sempre nella notte alcuni cittadini giurano di aver visto nei pressi della rotonda Annunziata un uomo con in mano un pugnale. L’uomo dopo qualche secondo si conficca la lama al petto e crolla sotto gli occhi dei passanti. Tuttavia, non contento e ovviamente non essendo morto, dopo qualche secondo si rialza da terra e ripete il gesto scellerato per uno svariato quantitativo di volte.

La bambina burlona di Spartà: è il terrore degli automobilisti e degli autisti delle linee bus notturne. La bambina amerebbe percorre il tratto più desolato della strada statale in piena notte, vestita di una sola tunica bianca. Qualcuno racconta che la piccola sia dotata anche di particolari doti ginniche, dal momento che con estrema facilità sale sui mezzi in corsa mettendo il bella mostra il suo volto esangue e i suoi occhi neri. Secondo indiscrezioni si tratterebbe dello spirito di una bambina morta decenni prima a causa di un incidente stradale.

Il prigioniero decapitato: un tempo la  zona di S. Ranieri era il luogo prediletto dove giustiziare i prigionieri. Si narra che nella notte si aggiri ancora per quelle vie l’anima perduta di uno spettro. Il poveretto porta in mano la sua testa mozzata.

Il fantasma di Porto Salvo: nei pressi dell’omonima chiesa cittadina si aggira il fantasma di un giustiziato ai tempi del fascismo. Questo spirito ama terrorizzare i passanti.

Il piromane suicida:  nei pressi di via Cesare Battisti, più di qualcuno ha notato questa strana apparizione. Il fantasma si manifesta per qualche minuto, si da fuoco e si dissolve nell’aria.

Il soldato ferito di via Cavour: questo fantasma ama le scale del municipio, forse perchè lì c’è il monumento ai caduti. Si mette a sedere e inizia a lagnarsi per le ferite riportate. Impossibile fermarlo, appena ci si avvicina scompare.