Ecco quali sono le città fantasma più famose della Calabria [FOTO]

Ecco l’elenco delle città fantasma più famose della Calabria

pentidattilo pentedattilo (6)La Calabria è una regione che nasconde tante preziose perle in grado di poter competere con i territori più belli del mondo. Tra questi gioielli nascosti molti sono in realtà vera e proprie città fantasma molto spesso abbandonate a loro stesse e poco “considerate” dagli stessi calabresi.

Pentedattilo

Il bellissimo e suggestivo borgo di Pentedattilo è stato abbondato a causa della sua posizione geografica. Il luogo è stato spesso oggetto di numerose calamità naturali. Il nome del borgo deriva dalla strana forma della rupe del Monte Calvario che ricorda una ciclopica mano con cinque dita. Grazie all’Associazione Pro Pentedattilo, all’Agenzia dei Borghi solidali con il sostegno di Fondazione con il Sud, alla Comunità europea e a centinaia di ragazzi che arrivano ogni anno attraverso i Campi della legalità Arci e Libera, il borgo è stato riportato in vita. Il borgo è avvolto da una straordinaria leggenda che ruota intorno al castello e vede protagonista la dinastia degli Alberti.  Si narra che la notte di Pasqua del 1686 le due famiglie furono protagoniste di una strage sanguinaria. Il barone Bernardino Abenavoli voleva prendere in moglie Antonietta Alberti. La donna però fu chiesta in sposa e concessa da Lorenzo Alberti a Don Petrillo Cortes, figlio del viceré di Napoli. Questa notizia indusse l’ira passionale del barone che la notte di Pasqua, grazie al tradimento di Giuseppe Scrufari, servo infedele degli Alberti, si introdusse all’interno del castello di Pentedattilo con un gruppo di uomini armati. Giunto nella camera da letto di Lorenzo, lo sorprese durante il sonno sparandogli due colpi di archibugio e finendolo con 14 pugnalate e costrinse Antonietta a sposarlo. Ma il vicerè Cortez, inviò una sua spedizione per vendicarsi e fece uccidere tutti gli uomini di Bernardino. Il barone però riuscì a fuggire portando con sé Antonietta, a Vienna. In seguito l’uomo entrò nell’esercito e la donna in convento di clausura. La strage porta con sé altre leggende come quella che, nelle notti di vento, tra le gole della mano del Diavolo si possono udire le urla di dolore di Lorenzo Alberti.

Roghudi Vecchio

Old_roghudi_915Roghudi  è un comune di 1.137 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria. Il borgo è diviso in due parti: una, molto vicina a Melito di Porto Salvo, conosciuta come Roghudi Nuovo e la seconda, più interna, alle pendici dell’Aspromonte, conosciuta come Roghudi Vecchio. Roghudi Vecchio fu dichiarata inagibile successivamente alle alluvioni del 1971 e del 1973.Tra le leggende più famose ve ne è una che parla delle Naràde, o Anaràde, donne dalle sembianze metà umane con zoccoli di asina che vivevano nella contrada di Ghalipò, prospiciente Roghudi. Di giorno, rimanevano nascoste tra le rupi; di notte, cercavano di attirare con ogni stratagemma, come la trasformazione della voce, le donne del luogo con l’intento di ucciderle, al fine di sedurre gli uomini del paese. Per proteggersi dalle loro irruzioni vennero costruiti tre cancelli, collocati in tre differenti entrate del paese: uno a “Plachi”, uno a “Pizzipiruni” e uno ad “Agriddhea”.

 Cirella Vecchia

Cirella è l’unica frazione di Diamante, in provincia di Cosenza. L’ultimo uomo a lasciare l’abitato fu il parroco Francesco de Patto che decise di lasciare il borgo alla sua sorte portando con se gli arredi sacri della chiesa. L’abitato sul monte venne cancellato definitivamente e gli abitanti superstiti quindi decisero di ricostruire il centro sulla costa. Le strutture rimanenti vennero poi usate come cava di pietre e vandalicamente spogliate dei manufatti presenti. Attualmente la vegetazione spontanea ha invaso i vicoli e le costruzioni, rendendo, in alcuni punti, difficile il passaggio. Da visitare tra i ruderi ci sono sicuramente il castello, costruito e ampliato nei secoli con vari stili dalle famiglie che lo hanno abitato, la chiesa di San Nicola Magno che conteneva affreschi bellissimi di cui oggi rimangono poche tracce, la chiesa dell’Annunziata dove oggi rimangono solo un altare, i muri perimetrali e dei banchi per i fedeli.

Africo Vecchio

africo_casalinuovoIl borgo fu abbandonato nel 1951 dopo una terribile alluvione.  La popolazione, dopo essere stata costretta a lungo a vivere in campi profughi, decise di fondare con il nome di Africo, un nuovo paese situato a breve distanza sul mar Jonio tra i comuni di Bianco e Brancaleone. Il comune di Africo Nuovo fino al 1980 fu privo di delimitazione territoriale ed i suoi cittadini continuarono a vivere in condizioni miserevoli. Il sentiero che porta dal borgo di Africo Vecchio a Casalnuovo (meglio conservato rispetto al primo) è stucchevole e consente di conoscere il legame dei suoi cittadini con la loro terra.

Papaglionti

Papaglionti è un’antica città fantasma in provincia di Vibo Valentia. In seguito ad una alluvione nel 1952 gli abitanti furono costretti ad abbandonare l’area.  Tra le strutture da visitare troviamo i resti della chiesa di San Pantaleone, i resti del Castello Francese, 2 Calvari, uno datato 1700 che delimitavano l’ingresso nel centro abitato. La chiesa di Papaglionti all’esterno si presenta strutturata in mattone rosso a due navate collegate tra di loro da due arcate. Sotto la navata si nota un vuoto destinato alla sepoltura. Il Palazzo della Famiglia di Francia è l’esempio di Casa Signorile di Papaglionti. Il Calvario di Papaglionti è situato lungo la strada che conduce al vecchio borgo. Una tappa da non perdere se siete in visita all’insediamento rupestre di Zungri o nella vicina Grotta Trisulina, siti molto famosi della zona.

 Panduri

Panduri è una cittadina collinare nel comune di Careri (Reggio Calabria). Qui persisteva un’alleanza tra i monaci e la popolazione locale che portò alla conoscenza di innumerevoli tecniche agricole e di allevamento.  Nel 1507 un terribile terremoto uccise gran parte della popolazione. Ancora oggi ogni estate, nel paese ci si riunisce a pregare per le vittime del terremoto avvenuto nel XVI secolo. L’evento vede la processione della Madonna di Panduri, il cui quadro sembra fosse stato ritrovato nell’antico monastero. Tra le leggende vi è quella secondo la quale nelle viscere della collina di Panduri si trovi una caverna alla quale si accede attraverso una piccola fessura nascosta chi sa dove, ma conosciuta dagli abitanti del posto. Questa caverna presenta, secondo il racconto di molti abitanti, misteriosi fenomeni di magnetismo.