Dilettevole concerto della prima A-M.C. nell’Istituto “Pitagora”

Profssa Riga ed alunniPiccoli talenti musicisti crescono al Liceo Musicale e Coreutico “Pitagora” di Montalbano Jonico (MT), diretto dal prof. Leonardo Giordano, il quale ha ammirato assieme al vicepreside prof. Giuseppe Rotunno un interessante miniconcerto messo in scena dagli studenti della prima, sezione A (Costa Isabella, D’Alotto Maria Pina, De Giorgio Mario, Mattiace Francesca, Durante Emanuele, Lagioia Egidio, Caporusso Giuseppe, Di Trani Pasquale, D’Aloisio Antonio), eseguendo un riadattamento del “Ti ke te taket i tak”, celebre filastrocca milanese contenente un simpatico battibecco fra due ciabattini. Ideatrice dell’iniziativa è stata la prof.ssa Raffaela Riga, che ha sostituito l’organetto, strumento bitonico costituente l’accompagnamento, con un pianoforte ed una fisarmonica. È la stessa prof.ssa Riga, nell’avere peraltro condotto egregiamente i giovanissimi orchestranti, a spiegarne le trasformazioni: “Alcuni degli studenti hanno la carta vetrata e dei legni creati da noi, per riprodurre ritmicamente lo sfregamento sulle scarpe, suoni tipici di un laboratorio da calzolaio; il batterista ha invece simulato i colpi del martello sui tacchi e, dopo aver finito, riponeva il martello nella cassetta degli arnesi usando la medesima simulazione. Ciò consente di pensare all’idea di fare musica con qualsivoglia oggetto, compreso il nostro corpo umano, strumento musicale per eccellenza: infatti, le sillabe presenti nel testo usate come scioglilingua, sono molto rilevanti per la capacità comunicativa applicabile nondimeno in altri settori culturali”. L’idea rientra nel progetto “A tempo”, promosso dalla medesima prof.ssa Riga di concerto con la dirigenza e destinato per l’anno scolastico appena concluso a tutti gli studenti nei vari corsi dell’istituto montalbanese. La pratica dell’articolazione della parola “A Tempo”, l’esecuzione declamata della successione delle parole col giusto andamento, di esercizi ritmici mirati (anche col body-percussion), lo sganciamento della mandibola, il creare attività d’insieme inducono i discenti a rispettare i tempi comportamentali non solo con se stessi, con i compagni, con i docenti, con le istituzioni (in maniera gerarchica), ma anche con la vita e il suo scorrere, con lo studio, la concentrazione e tutto ciò che essa determina di positivo. Le attività proposte mirano a far crescere e maturare in lui una personalità autonoma, integra e armonicamente corretta verso sé stesso e la società. Si tratta di un progetto educativo a largo raggio fruente della musica come disciplina trasversale di collegamento per l’educazione individuale di base, per uno sviluppo armonico in relazione alla formazione della persona. Esso nasce dalla convinzione e dall’analisi quotidiana che, tanto sul piano umano, quanto professionale, ci sia un impellente bisogno di riscoprire, mantenere, stimolare e sviluppare le capacità vocali parlate (ed anche cantate ed intonate) della comunicazione; le capacità ritmiche formative, educative e cognitivo-pratiche corporee; le capacità comportamentali e di disciplina; le capacità attentive, di concentrazione; le capacità sensoriali, uditive, mnemoniche, nonché il rispetto dei ruoli e delle regole, ecc. Siffatta motivazione è oggigiorno ancora più forte, se si considera il grande avvento di pratiche sodali ed attività formative e cognitive, sempre più imponenti il non uso delle possibili virtù individuali in favore di un mutismo verbale, cognitivo ed intellettivo indotto dai molteplici percorsi audiovisivi e dai giochi elettronici impedenti il far emergere le potenzialità insite negli esseri umani fin dalla loro nascita. Si tratta di doti, che, se mantenute vive, incideranno molto sulle capacità degli studenti di instaurare rapporti umani e sulla potenza disinibitoria che il buon parlare, ascoltare, fare, comportare e cantare possono offrire alle personalità di tutti, comprese pure le nostre future generazioni. In particolare i discepoli acquisteranno maggiore sicurezza di sé, svilupperanno un genio artistico anche nelle persone introverse, oltre ad orientarli verso una maggiore capacità di ascolto. La musica accompagna l’umanità fin dalla preistoria ed organizza la vita, lo studio ed il lavoro, ed il progetto “A tempo” anche con messaggi conclamati e taciti, attraverso piccoli, ma coinvolgenti concerti, come quello realizzato nei giorni scorsi, spingerà l’individuo ad una visione nuova della dimensione esistenziale.

Rodrigo Foti