Cyberbullismo, padre della 14enne suicida incontra il Papa: “spinta a lottare”

LaPresse/Reuters

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“Ho avuto la fortuna di essere chiamato da Papa Francesco che non solo ha benedetto l’immagine di mia figlia, ma ha fatto un gesto davvero rivoluzionario, ha benedetto lei, una ragazza che si e’ tolta la vita”. Cosi’ il racconto di Paolo Picchio papa’ di Carolina, vittima di cyberbullismo, morta suicida a 14 anni la notte del 5 gennaio 2013, lanciandosi dal balcone di casa, dopo aver subito gli attacchi di suoi coetanei che hanno diffuso sul web un video che la ritraeva ubriaca a una festa. L’uomo, che ha collaborato alla stesura della legge approvata dal Parlamento, ha preso parte a un convegno a Palermo sul cyberbullismo, le fake news e la web reputation, organizzato dal Corecom. “Ho avuto questa fortuna, di aver incontrato il pontefice dopo la perdita di mia figlia e di ricevere la sua benedizione, anche se mia figlia si e’ suicidata. Il suo gesto – ha raccontato – e’ stato importante, mi ha aiutato ad andare avanti, a lottare per fare approvare una legge contro il cyberbullismo e ad aprire il primo centro nazionale a Milano, dove si curano i giovani che subiscono questi attacchi facendo arte, musica e lavorando sull autostima. Abbiamo gia’ avuto come ospite un ragazzo siciliano, di Messina, che ha tentato il suicidio per tre volte, ora e’ cambiato ed e’ tornato a casa piu’ consapevole e libero”. La legge sul cyberbullismo prevede percorsi di prevenzione a partire dalle scuole medie ed elementari. Tra le misure l’identificazione del reato, la denuncia preventiva, l’ammonimento da parte del questore e misure restrittive facoltative.