Calabria, trasporto pubblico: la lettera della Cgil a Oliverio

Calabria: la lettera della Cgil al Presidente Oliverio

marioOliverioEgregio Presidente Oliverio, lo scorso ventuno aprile la Sua Giunta ha approvato il documento tecnico sulla definizione del Livello dei Servizi Minimi del Trasporto Pubblico Locale. Siamo consapevoli e apprezziamo dunque lo sforzo compiuto dall’Assessorato alle Infrastrutture che è stato certamente notevole, ma, siamo anche consapevoli e nello stesso modo altrettanto preoccupati, per il quadro complessivo delle risorse disponibili per il trasporto regionale in Calabria.

Il livello dei servizi minimi dovrebbe descrivere una soglia sotto la quale non si può scendere, neanche in caso di emergenza, perché al di sotto di quella soglia non è garantito il diritto dei cittadini alla mobilità. A guardare i numeri, è concreto il rischio che le risorse in Calabria siano appena sufficienti per erogare i servizi minimi descritti nel documento.

Le risorse per il TPL in Italia hanno due fonti principali: il Fondo Nazionale Trasporti e i fondi del bilancio regionale. Se da una parte le risorse nazionali si assottigliano ogni anno, dall’altra la Regione Calabria è fanalino di coda rispetto all’entità delle risorse autonome regionali. Su 235 milioni di spesa nel settore, solo 25 provengono dal bilancio regionale: appena il 10%.

Con queste risorse caro Presidente quali servizi si riuscirà a garantire?

E non basta: la programmazione dei servizi di TPL in Calabria considera ogni anno che le risorse del Fondo Nazionale Trasporti siano tutte disponibili. In realtà, parte di queste risorse rappresentano una premialità (oggi il 10% del Fondo Nazionale Trasporti: 25 milioni di euro) che potrebbero non essere erogate dallo Stato alla Regione. Insomma, si prevede di erogare servizi per 235 milioni senza tener conto che 25 di questi milioni potrebbero non esserci: si “scommette” ogni anno. In certe circostanze però, come per il 2017, la quota premiale è a forte rischio e solo in autunno inoltrato si saprà se queste risorse saranno disponibili con certezza o meno. La Regione cosa farà in caso le risorse non ci siano?  Il problema della quota premiale è ancora più serio se visto in prospettiva pluriennale. Se il principio è apparentemente corretto, è chiaro che con il passare degli anni, conseguire il risultato sarà come scalare una montagna.

Le nuove regole nazionali, ormai di prossima approvazione, aumentano il peso della quota premiale, che sarà portata al 40%. È vero che per i primi cinque anni esiste un meccanismo di sterilizzazione che consente di contenere questi tagli, ma in una regione come la Calabria, che si appresta per la prima volta ad affidare i servizi con gara per una durata decennale, come si può programmare con una tale incognita sulla disponibilità di risorse?

In conclusione, se si pensa, caro Presidente, di rimandare al futuro le gravi scelte vitali che questa situazione richiede, tenga conto che il nuovo decreto legge 50, all’art. 27, già prevede dei tagli con effetto immediato su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Calabria si traducono in una riduzione dei fondi disponibili, già per l’anno in corso, di ben sei milioni di euro.

Serve quindi un cambio di passo, perché quanto già fatto non basta, bisogna trovare il coraggio di assumersi la responsabilità di riorganizzare il sistema alla radice ma contando su risorse certe e sufficienti. Tocca soprattutto a Lei caro Presidente, trovare soluzioni, bisogna decidere, fare subito e fare le cose giuste“.