Calabria, Fil: “Cosa vuol fare la Regione dei Consorzi di Bonifica Calabresi?”

consorzio-Bonifica-1“Cosa vuol fare la Regione dei Consorzi di Bonifica Calabresi?” E’ la domanda che si pone la Fil (Federazione italiana lavoratori) e il cui segretario generale Giuseppe Martorano tramite una missiva inviata ai vertici regionali, sindacali, presidenti dei Consorzi di Bonifica, Organizzazioni Professionali, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, propone un’attenta analisi delle criticità con relative proposte di rilancio. “Questo Sindacato interviene a pochi giorni dalla modifica della L.R. 11/2003 per quanto attiene il famigerato contributo di bonifica e della contestuale approvazione dei Piani di Classifica da parte del Consiglio Regionale per fare un’analisi sulla situazione dei Consorzi di Bonifica Calabresi e sulle loro prospettive stante le recenti manifestazioni in ordine alla pesante crisi attraversata da questi Istituti parte da parte del Presidente del Consorzio di Bonifica dello Ionio Catanzarese Grazioso Manno, che è giunto alla manifestazione estrema di protesta dello sciopero della fame e della ancora più recente assemblea pubblica del Consiglio dei Delegati convocata dal Presidente del Consorzio di Bonifica del Basso Ionio Reggino Caridi per stigmatizzare i problemi più volte denunciati e mai risolti – afferma Martorano – Cosa intende fare la Regione dei Consorzi di Bonifica, del comparto agricolo in generale, della forestazione e del prevenzione del rischio idrogeologico? Per arrivare alla crisi odierna, sul perché tutti i Consorzi versano oggi in uno stato di grave crisi finanziaria, con conseguente mancato pagamento degli stipendi dei loro lavoratori, occorre ripartire le problematiche secondo le aree tipiche di attività dei Consorzi – continua il segretario Fil – Ciò che preme a questo Sindacato è il mantenimento del livello occupazione ed il regolare pagamento degli stipendi. Pertanto, la Regione deve intervenire prima che i Consorzi di Bonifica, che già non pagano gli stipendi ai propri impiegati da oltre 3 mesi, in alcuni casi anche 5 mesi, facciano la fine dei Consorzi industriali. Qualora la Regione Calabria sia intenzionata a mantenere l’attuale assetto istituzionale è necessario che provveda intanto a ripianare i propri debiti verso i Consorzi maturati per la gestione dei Piani di Forestazione”. Secondo Martorano inoltre è necessario che “i Consorzi provvedano al pagamento dei loro debiti pregressi verso i dipendenti, l’INPS ed i fornitori. Successivamente, la Regione valuti la sostenibilità di ciascun Consorzio in base alle entrate presenti e future, procedendo ove lo ritenesse anche a valutare accorpamenti, fusioni o indirizzi di svolgimento di attività comuni in modo consorziato”. “Infine, la Regione proceda ad affidare ai Consorzi le competenze previste dalla L.R. 11/2003 ed i fondi necessari alla loro realizzazione, facendo dei Consorzi un punto di riferimento anche da parte delle amministrazioni comunali per tutte le opere di assetto idrogeologico e di viabilità rurale – conclude Martorano – Per dovere di chiarezza, senza illudere le aspettative dei tanti dipendenti e delle loro famiglie che operano all’interno dei Consorzi di Bonifica, occorre dire quali sono effettivamente le intenzioni della Giunta Regionale”.