Allarme siccità in tutta Italia, l’estate fa paura: la situazione in Calabria e Sicilia

Molte aree italiane versano in un vera e propria situazione di criticità dovuta alla prolungata siccità: ecco il punto della situazione in Calabria e Sicilia

siccitàL’Italia è a forte rischio siccità dopo un inverno poco piovoso e una primavera dalle temperature già estive. A maggio le precipitazioni sono dimezzate rispetto alla media (-51%) e questo ha messo a rischio i raccolti. Le conseguenze sono pesanti per l’agricoltura ma anche per le riserve idriche che in molte regioni sono scese sotto il livello di guardia, anche perché pure marzo e aprile avevano registrato piogge inferiori alle medie (-40,3% e -52,3%). Senza contare che a dicembre era caduto addirittura il 67% di acqua in meno sulla Penisola. La situazione in Calabria e Sicilia.

La Calabria teme un’emergenza estiva

Le riserve idriche, in Calabria, non sono ancora in situazione di allarme, ma le criticita’ potrebbero emergere nel corso dell’estate. La Siccita’ incombe sia sull’agricoltura sia sulle risorse idropotabili. L’approvvigionamento della regione e’ assicurato da 25 invasi, fra grandi dighe e invasi di media e piccola dimensione, la cui gestione e’ ripartita fra i consorzi di bonifica, cui fanno capo 9 dighe; Enel e Sorical, la societa’ mista a cui e’ demandata la distribuzione dell’acqua ad uso potabile. La capacita’ e’ di 898 milioni di metri cubi d’acqua, ma le riserve sono gia’ sottodimensionate sebbene non ancora in rosso. “Al momento – dice all’Agi il presidente regionale della Coldiretti, Pietro Molinaro – non ci sono situazioni critiche, grazie all’esistenza di una rete di invasi e infrastrutture, realizzate anche negli ultimi anni, che, se potenziata, consentirebbe alla Calabria addirittura di esportare l’acqua”. Preoccupa cio’ che potrebbe avvenire nei mesi estivi, quelli piu’ caldi ma anche quelli in cui la presenza dei turisti lungo le coste calabresi determina un incremento notevole delle necessita’ e dei consumi d’acqua. Il problema deriva innanzitutto dalle scarse nevicate dello scorso inverno sugli altopiani, in particolare sul massiccio della Sila. Per questa ragione la Sorical sta per inviare una lettera ai Comuni, invitandoli a gestire al meglio l’acqua disponibile, evitando in primo luogo gli sprechi derivanti da un utilizzo improprio ma anche a vigilare sul fenomeno sugli allacci abusivi e a individuare e sanare eventuali perdite lungo le condotte. La Sorical prevede possibili criticita’ sulla fascia costiera cosentina e nell’Alto Ionio cosentino e, per quanto riguarda l’acqua destinata al consumo civile, la zona del Crotonese, dove invece dovrebbe essere sufficiente quella destinata all’agricoltura. Migliore la situazione di Catanzaro e del Vibonese; nel primo caso grazie al duplice uso dell’acqua di alcuni invasi, come quello del Passante, attrezzato sia a scopo irriguo sia per alimentare la rete idrica cittadina; nel secondo grazie alla diga dell’Alaco che garantira’ acqua a sufficienza, mentre per quanto riguarda la citta’ di Reggio ed il suo hinterland sta per entrare in esercizio la diga del Menta. In ogni caso, nel complesso, la disponibilita’ d’acqua in tutta la regione potra’ accusare un calo compreso fra il 30 ed il 50%. “A preoccupare – dichiara Sergio De Marco, ingegnere e direttore dell’area operativa di Sorical – sono soprattutto le sorgenti, fiumi e pozzi in particolare, che rischiano di rimanere asciutti. Sara’ un’estate difficile e per questo si rende necessario allertare i Comuni”.

Sicilia a secco, niente piogge e crollano le riservesiccità-sila-lago-cecita-1-568x420

La Siccità non e’ uno spettro, ma una realta’ concreta in Sicilia, dove nel mese di maggio appena concluso le piogge sono state pari a zero, dopo un aprile avaro e con un’estate che si annuncia assai problematica. Le 23 dighe, che costituiscono l’ossatura del sistema idrico dell’isola, in base all’ultimo dato disponibile – quello di fine aprile – dell’Osservatorio delle acque della Regione, hanno accumulato 461,98 milioni di metri cubi d’acqua, circa il 15% in meno rispetto all’anno scorso, quando il dato era di 537,28 milioni, con una perdita secca di quasi 80 milioni di metri cubi. Ma la perdita stimata e’ piu’ alta, considerato che e’ ancora da quantificare quella legata al mese di maggio, annuncio di un declino che sembra inesorabile dei volumi invasati. Secondo il Sias, il Servizio informativo agrometeorologico siciliano, l’andamento delle piogge dall’inizio dell’anno fino ad ora e’ stato molto discontinuo. A gennaio e’ continuata la tendenza del mese di dicembre: su gran parte del territorio regionale le precipitazioni abbondanti hanno creato notevoli difficolta’ alle operazioni di semina dei cereali perche’ i campi non erano accessibili per le abbondanti piogge. Nel mese di febbraio le precipitazioni sono state decisamente inferiori, specialmente nelle aree interne. A marzo le precipitazioni si sono del tutto esaurite: in molte aree gli accumuli pluviometrici non sono andati oltre i 10 millimetri, quantita’ insufficienti per permettere lo sviluppo vegetativo dei cereali vernini seminati in ritardo per le difficolta’ di accesso dei campi nel mese di gennaio. I quantitativi accumulati sono stati decisamente inferiori rispetto ai valori climatici di riferimento mostrando deficit idrici pari anche, sottolinea ancora il Sias, al 500%. Ad aprile si sono verificati isolate precipitazioni su alcuni rilievi interni, mentre sulla piana di Catania, sul Trapanese e sul Siracusano le precipitazioni sono state poco rilevanti. A maggio in molte localita’ le precipitazioni sono state pari a zero, accentuando le difficolta’ idriche manifestatasi gia’ a marzo. Si e’ dovuto anticipare l’inizio della stagione irrigua negli agrumeti, iniziando a consumare le riserve idriche, gia’ non abbondanti. Quindi il 2017, ancora prima di iniziare il lungo periodo estivo, sempre quasi privo di piogge, ha avuto un andamento deficitario dal punto di vista pluviometrico a causa degli apporti nulli di maggio e a quelli poco rilevanti di aprile. In alcune aree come la piana di Catania, la piana di Gela, il Siracusano, la parte bassa dell’Ennese, il Trapanese, gli apporti pluviometrici sono stati decisamente inferiori alle medie climatiche di riferimento. Coldiretti Sicilia lancia dunque l’allarme: “L’andamento delle pioggia, cosi’ come evidenziato dal Sias dimostra una variabilita’ pluviometrica che ci preoccupa”, dice il presidente regionale Francesco Ferreri, “in quanto dimostra quello che ormai e’ acclarato e cioe’ che i cambiamenti climatici dettano legge. La carenza di pioggia quindi necessita di interventi mirati che vanno dalla manutenzione del sistema idrico agli incentivi per il basso consumo, fino a una politica di rinnovamento degli enti preposti per l’irrigazione. Senza una strategia da avviare subito con un’attenta politica di salvaguardia idrica, in futuro i problemi si aggraveranno”.