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Usa, Trump: “lotta al terrorismo e non all’Islam”

trump-1“Vi ringrazio per questa ospitalità fantastica. Il mio è un messaggio di amore per aprire una nuova era nei nostri rapporti”, così il presidente americano Donald Trump ha iniziato il suo discorso davanti ai leader del mondo arabo-islamico a Riad. Opporsi all’estremismo islamico e ai gruppi del terrore islamico che ad esso si ispirano”. E’ una delle frasi contenute nell’atteso discorso che il presidente Usa, Donald Trump, farà al mondo musulmano oggi pomeriggio a Riad, in Arabia Saudita, secondo le anticipazioni diffuse dalla casa Bianca. “Questa non è una lotta tra le diverse fedi, sette o civiltà. Questa è una lotta tra criminali barbarici che cercano di annullare la vita umana e le persone di tutte le religioni che cercano di proteggerla. Questa è una lotta tra il bene e il male”, si legge secondo estratti diffusi dalla Casa Bianca.

Dobbiamo “restare uniti contro l’uccisione di musulmani innocenti, l’oppressione delle donne, la persecuzione degli ebrei e il massacro dei cristiani. I leader religiosi devono lanciare un messaggio chiaro – prosegue Trump -. La barbarie non vi porterà nessuna gloria – la pietà al male non vi porterà nessuna dignità. Se scegliete la via del terrore, la vostra vita sarà vuota, la vostra vita sarà breve a la vostra anima sarà condannata”. Trump è stato accolto dal re in Arabia Saudita, sempre più nella bufera in patria. Per Donald Trump non c’è pace, con le indagini sul Russiagate che entrano nel cuore della Casa Bianca e arrivano oramai a sfiorare il presidente in persona e la sua famiglia. Nel mirino dell’Fbi ci sarebbe infatti Jared Kushner, stretto consigliere della Casa Bianca nonché suo genero di Trump, marito della figlia Ivanka. L’Fbi vuole interrogarlo. Sarebbe lui – stando alle voci che circolano – la ‘persona di interesse’ che gli investigatori hanno individuato nella cerchia ristretta del tycoon.E arriva il duro attacco contro Trump del presidente del partito democratico Usa Tom Perez: “E’ il presidente più pericoloso della storia americana. Se ne deve andare”.  Da settimane molti democratici auspicano l’impeachment del presidente per le vicende del Russiagate. Un obiettivo non facile da raggiungere considerando che al Congresso i repubblicani sono in maggioranza sia alla Camera che al Senato. Almeno fino al 2018 quando ci saranno le elezioni di metà mandato che rinnoveranno gran parte del Congresso.

A prendere le distanze dal presidente Usa è anche il cofondatore di Twitter Evan Williams che ha chiesto pubblicamente scusa in un’intervista al New York Times per il contributo che il social media potrebbe aver dato alla vittoria elettorale di Donald Trump. “E’ stata un brutta cosa, perchè senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente”, ha detto Williams: “Mi dispiace”. Intanto oggi è la giornata dell’atteso discorso che il presidente americano si appresta a pronunciare domani davanti a 50 leader musulmani. A dominare dovrebbe essere l’appello all’unità nella lotta al terrorismo, e l’invito ai Paesi musulmani a combatterlo con determinazione al loro interno, dando la caccia ai militanti jihadisti e contribuendo a fermare il flusso di ritorno dei foreign fighter in America e in Europa. Donald Trump – in arrivo domani nella regione – chiederà a Benyamin Netanyahu ed Abu Mazen (Mahmoud Abbas) “di intraprendere passi decisivi verso la pace”. Lo dice il sito della Casa Bianca. Secondo i media, che citano fonti Usa, tali passi riguardano per Israele “il freno degli insediamenti e il miglioramento dell’economia palestinese”, mentre per questi “la fine dell’istigazione e della violenza verso lo stato ebraico”. Per le stesse fonti “si è ancora ai primi passi nel riavvio dei negoziati”.