Split payment dal 1° giugno esteso ai Professionisti

Consulenti-del-LavoroCon l’approvazione della manovra finanziaria dello scorso aprile viene introdotto il meccanismo dello split payment anche per i professionisti. Lo split payment, anche detto scissione contabile, è il versamento diretto da parte dei cessionari e/o committenti dell’Iva per cessioni di beni e prestazioni di servizi per le Pubbliche Amministrazioni; introdotto nel 2015 dalla Legge di stabilità, ha imposto alla Pubblica Amministrazione di pagare ai fornitori l’importo dovuto al netto dell’Iva, che viene girata direttamente all’Erario per evitare il rischio evasione. Dal 1° luglio prossimo verrà esteso l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti per tutti quei professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione, con le società partecipate dalla PA e con le società quotate. Dal punto di vista pratico, i professionisti dovranno adeguare le modalità di emissione delle fatture e della liquidazione dell’IVA; l’Imposta continuerà ad essere esposta in fattura, ma non verrà incassata e dunque non genererà debito nei confronti dell’Erario. Come visto, quindi, la manovra varata ha ampliato non solo la platea dei fornitori e cedenti, inglobando i professionisti, ma anche quella dei cessionari e committenti, includendo tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto, le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali, le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. L’obiettivo del governo con la manovra approvata nelle scorse settimane sarebbe quello di mettere in atto tutta una serie di misure volte a recuperare circa 2,1 miliardi di euro di evasione, tuttavia il timore è che lo split payment avrà l’unico effetto di togliere liquidità ai professionisti. Le parcelle emesse dai professionisti che operano con la PA non saranno più emesse con “IVA ad esigibilità differita”, ma in “scissione dei pagamenti”; dovranno prestare particolare attenzione i professionisti che emetteranno la fattura elettronica, ricordandosi di compilare l’apposito campo destinato alle operazioni in split payment. Solo i professionisti in regime forfettario o dei minimi non saranno toccati dal problema in quanto non soggetti ad addebito di Iva. I Consulenti del lavoro sono a disposizione per i chiarimenti sulla materia.