Regione Calabria, innovazione e partecipazione per il Contratto del Fiume Amato

regione calabriaL’Assessorato regionale alla “Pianificazione Territoriale e Urbanistica” e l’UdLab del Dipartimento Diatic dell’Università della Calabria hanno lanciato, lo scorso dieci  maggio, l’evento “Turning Table Calabria”, mettendo a disposizione dei cittadini, nel cuore della cittadella regionale, uno spazio temporaneo di compartecipazione per sviluppare, dal basso, strategie e strumenti operativi necessari per guidare innovativi processi di sviluppo. Nel corso dell’evento – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – l’Assessore all’Urbanistica  Franco Rossi, prof.ssa Paola Cannavò e il prof. Christian Iannone hanno presentato l’iniziativa “Turning Tables” nata nell’ambito della Biennale di Venezia e promossa dalla  rete di laboratori internazionali Urban Lab+. “Turning Table” esordisce in Calabria e parte dal territorio del  bacino idrografico del fiume Amato, area strategica per la Calabria e per l’intero Mediterraneo, che sta sperimentando lo strumento Contratto di Fiume, come tattica per attuare un’efficace programmazione strategica negoziata. L’assessore  Rossi ha aperto i lavori illustrando gli obiettivi e presentando i rappresentanti del mondo universitario presenti. “L’iniziativa – ha detto l’Assessore alla “Pianificazione del Territorio” – si caratterizza per una duplice valenza. La prima rivolta a far diventare protagonisti i diversi soggetti presenti sul territorio, attivando una rete di confronto e di obiettivi comuni. La seconda invece tesa a costruire uno scenario possibile di azioni e progetti strettamente connesso alla necessità di determinare elementi di innovazione in grado di collocare i territori ed i relativi attori in una proficua competizione nazionale ed internazionale”. La comunità del bacino idrografico del fiume Amato ha partecipato in maniera sensibile, aperta e plurale, mobilitando per l’incontro le intelligenze collettive intorno all’idea di sviluppo territoriale. I partecipanti, coordinati dall’Ing. Emilia Manfredi, hanno costruito  la mappa degli attori locali e “disegnato” la mappa del territorio attraverso tre temi chiave: acqua come risorsa,  acqua come habitat,  acqua come rischio. Inoltre, assieme agli esperti dell’Università della Calabria Massimo Zupi e Roberta Falcone di UDLab – Università della Calabria, ha evidenziano le criticità del territorio ed espresso le principali esigenze di sviluppo. Sono intervenuti: Tonino De Marco, Dirigente regionale, Francesco Esposito, Presidente del GAL Dei Due Mari, Raffaele Conte della Cooperativa “Malgrado tutto” di Lamezia Terme, gli assessori Cardamone e Gullo del Comune di Lamezia Terme, Felice Maria Molinaro, Sindaco di Serrastretta, Cesare Mancuso dell’Istituto Superiore di Decollatura, Emilio Salvatore Leo, titolare e direttore creativo del Lanificio Leo, Florindo Rubettino della “Rubbettino Editore”,  Flavio Talarico del Consorzio di Bonifica Tirreno catanzarese, Aldo Perrotta di LegaAmbiente Catanzaro, Pietro Sirianni della Coldiretti  Calabria, Antonio Gigliotti della Discovering Reventino,  Angela Robbe Presidente della Lega Coop Calabria, Franco Belmonte della Confederazione Italiana Agricoltori,  Alberto Statti delle Cantine Statti  di Lamezia Terme e Presidente Confagricoltura,  Luigi Paletta della Proloco di Serrastretta,  Filippo Giovanni De Stefano del Comune di Girifalco,  Pietro Hiram Guzzi Sindaco di Miglierina. Il Presidente del GAL Dei Due Mari, Francesco Esposito, ha, tra l’altro, detto: “Il percorso necessario per addivenire alla sottoscrizione del Contratto di Fiume può essere attuato attraverso strategie territoriali di sviluppo locale integrato e multisettoriale, come quelle previste dall’approccio Leader, nell’ambito del quale il GAL ha maturato specifiche competenze. Il GAL dei Due Mari, che opera sul territorio come Agenzia di sviluppo, interverrà in questo processo come soggetto facilitatore, assumendo, su indicazione dei Sindaci, un ruolo operativo, gestionale e amministrativo, per facilitare e accompagnare l’avvio del processo partecipativo”. L’assessore Michele Cardamone del Comune di Lamezia Terme ha sottolineato “il grande lavoro che è stato fatto per mettere insieme tutta la compagine istituzionale delle municipalità, con il risultato lusinghiero di aver raggiunto la totalità dei Comuni del bacino idrografico, all’interno del quale la città di Lamezia Terme ha un ruolo strategico, rispetto al quale lavorerà con impegno, mettendo a disposizione di tutto il partenariato le proprie competenze e professionalità. Ritengo, inoltre, che l’esperienza odierna rappresenti un importante incubatore progettuale, replicabile anche in altri contesti del nostro territorio”. Il Sindaco di Serrastretta, Felice Maria Molinaro, intervenuto in qualità di coordinatore del costituendo Contratto del Fiume Amato ha affermato: “Fino ad oggi abbiamo lavorato sulla sensibilizzazione e informazione agli attori istituzionali, sia perché il Contratto di Fiume era uno strumento nuovo e pressoché sconosciuto alla maggior parte dei soggetti coinvolti, sia perché è necessario che i decisori pubblici acquisiscano piena consapevolezza di ciò che significa e che comporta, essendo poi chiamati a realizzare, sui loro territori, degli interventi che saranno previsti e individuati all’interno di un Programma d’Azione dettagliato, con realizzabilità a breve termine. Adesso occorre mettere in atto un processo partecipativo aperto e inclusivo, attraverso il coinvolgimento di attori pubblici e privati, e l’iniziativa promossa dalla Regione Calabria e dall’assessore Rossi, va in questa direzione e rappresenta un modo innovativo per iniziare”. Le conclusione sono state tratte dall’Assessore Rossi, per il quale  “I risultati di questa giornata ci dicono che siamo sulla strada giusta e non a caso perchè oggi ancora una volta è andata in scena la Calabria migliore, quella che incoraggia nel perseguire azioni politiche moderne, quella che si confronta con le best practies a livello nazionale ed internazionale ed è in grado di intraprendere e portare a compimento percorsi di piena responsabilità comunitaria ed amministrativa”.