Reggio Calabria, la struggente storia di una famiglia agli Ospedali Riuniti: “mio fratello malato terminale lasciato solo a morire” [INTERVISTA]

Una storia struggente a Reggio Calabria quella del fratello di Stefania, malato terminale, lasciato solo a morire in un letto d’ospedale

ospedali riunitiUn evento struggente e davvero duro da “digerire”. Un evento che ha scombussolato la vita di una famiglia stravolgendola completamente. Stefania è una donna come tante altre donne che però ha dovuto e voluto star accanto al fratello costretto a combattere con un male tremendo: il cancro. Oggi, Stefania ha voluto raccontare la storia di suo fratello, conclusasi agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, ai microfoni di StrettoWeb. “Oggi voglio far capire alle persone come viene trattato un malato terminale agli Ospedali di Reggio Calabria. Mio fratello 10-8 giorni fa è stato ricoverato per un taccaggio cioè un intervento che serviva ad aiutarlo alla respirazione a causa delle metastasi che hanno sopraffatto il suo corpo“. L’intervento però non è mai avvenuto. “E’ stato lasciato lì in quel letto. Un giorno la sala non era disponibile, un giorno c’erano altre emergenze ed è stato sempre rimandato. Doveva essere operato il 2 maggio, ma ancora una volta è stato rimandato. Lui era completamente abbandonato. Doveva fare i bisogni e non c’era nessuno. L’unica cosa che ci hanno detto è stato: sta morendo. Noi volevamo solo che morisse almeno dignitosamente“. I familiari hanno richiesto l’intervento del Direttore Sanitario, che ha fatto si che venisse riferito alla famiglia l’inutilità dell’intervento a causa delle condizioni dell’uomo. “Noi non vogliamo andare a farci curare fuori. Crediamo nell’Ospedale di Reggio, ma così ci costringono ad andare via. Mettetevi una mano sulla coscienza. Ringraziamo il dott. Giovanni Putortì e Iaria perchè sono stati gli unici a dare un pò di sollievo a mio fratello“.

Una struggente storia agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria [VIDEO]