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Reggio Calabria, Falchi dello Stretto: saccheggiato il Campo Base Enov [FOTO]

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Reggio Calabria: il Campo Base Enov avrebbe dovuto ospitare un ostello della gioventù, ma ad oggi purtroppo restano solo le pareti

palazzina magazziniDa circa due anni Enov Falchi dello Stretto ha ricevuto in c omodato d’uso una struttura sulle colline di Scilla, una struttura che si estende su circa 5000 metri quadri costituita da un ampio parcheggio e da 4 palazzine in cui sono stati adibiti due dormitori, un magazzino di sei stanze e i vari uffici.

Per motivi vari soprattutto di viabilità e sicurezza“- ci spiega Salvatore D’Amico, Presidente Nazionale Enov Falchi dello Strettonon avevamo mai presieduto effettivamente la struttura anche se sia i proprietari che noi stessi alternativamente andavamo a controllare lo stato del Campo Base“. Nei mesi scorsi l’associazione aveva messo a disposizione la struttura per ospitare i minori immigrati, “ma sempre per i motivi legati all’accessibilità, adesso migliorata– racconta il presidente- tale progetto non andò a buon fine”.

Così l’associazione decide di destinare i locali di cui dispone per la realizzazione un “ostello della gioventù” . Ma per gli operatori e uno dei proprietari della struttura l’amara scoperta: della struttura oggi rimangono solamente le pareti, il Campo Base Enov è stato depredato di tutto dagli impianti elettrici a quelli idrici agli accessori e mobili e degli oltre 70 climatizzatori installati. “Fatto sta– ci racconta Salvatore D’amico- che non è un posto isolato ci sono in corso dei lavori di consolidamento delle aree adiacenti la stessa struttura e non può essere che nessuno si sia accorto di quanto successo perché per svuotarla di tutto saranno serviti diversi giorni e mezzi alquanto capienti”.

Non so come collocare questo altro episodio nella già travagliata vita di vittima del racket– continua il presidente-ma sembra che io sia condannato a non poter far nulla in questa terra che adoro e nella quale forse erroneamente sto ancora credendo, fatto sta che da troppi anni tutto ciò che faccio venga distrutto o addirittura come in questo caso non mi venga nemmeno consentito di avviarlo, forse devo pagare “il prezzo” che pagano tutti gli imprenditori che denunciano” . Salvatore D’amico ha già vissuto esperienze simili: nel 2007 la sua attività commerciale venne presa di mira dal crimine organizzato:

Non ho mai avuto aiuto dallo Stato e tanto meno da quell’antiracket, nel quale ostinatamente avevo creduto– racconta- oggi mi ritrovo di nuovo senza nulla neanche la speranza di riavviare un progetto buono in questa terra. Io mi comincio a vergognare di essere Calabrese ma ancor più Italiano Onesto, dico basta all’abbandono delle Istituzioni Governative e soprattutto amministrative locali stavolta ho bisogno di aiuto vero non voglio abbandonare quell’area e dare spazio a qualche “mafiosetto” pronto a realizzare chissà quale struttura recettiva per l’ennesima volta a spese mie e di qualche altre persona perbene che ha voluto credere ed investire sulla mia persona… che in Prefettura, alla Regione e soprattutto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria si cominci  a mettersi ognuno la mano sulla coscienza“.  Salvatore D’amico è una cittadino onesto che si sente abbandonato dalle istituzioni: “io son una persona onesta che avete abbandonato- dichiara–  permettendo al crimine organizzato e soprattutto alla società collusa e corrotta  di distruggermi e rendermi la vita impossibile“.