Reggina, Gianola – Kosnic e l’importanza del blocco difensivo: le basi da cui ripartire

Un blocco difensivo  compatto certificato dagli ottimi risultati, ma che ha garantito sicurezza, stabiltià e fluidità di manovra. Gianola e Kosnic le  possibili basi di un nuovo progetto amaranto

Adriana Sapone

Adriana Sapone

Mentre il campionato di Lega Pro si avvia nella sua fase finale tra play off e play out, dal 10 maggio molte squadre già in vacanza iniziano pian piano a pianificare programmi, organico e assetto societario per la prossima stagione. Dopo il rompete le righe poche novità giungono dal fronte amranto, dal S. Agata una situazione di stallo che lascia spazio a tifosi, appassionati e addetti ai lavori spunti e considerazioni solo per l’aspetto prettamente tecnico, pur considerando i dubbi legati alla conferma o meno di molti giocatori. Così in attesa di ricevere novità,  tra lo scetticismo  intorno a Zeman,  scadenze di contratto ed i fine prestito, sono effettivamente pochi gli elementi amaranto di proprietà e le certezze per il prossimo anno. Dati alla mano e visto il finale entusiasmante di campionato si cerca di fare qualche previsione e/o considerazione solo su gli aspetti tecnici ed i fattori positivi che hanno contribuito a raggiungere la salvezza con una giornate d’anticipo. Vale la pena trarre spunti validi specialmente dall’ottimo girone di ritorno, dove gli amaranto hanno raccolto esattamente il doppio dei punti della prima parte di campionato; dove solo Foggia e Siracusa hanno fatto meglio degli amaranto che, fermi a quota 15 punti,   conquistano 30 punti relegando la Reggina nelle zone tranquille di classifica (45) ed a quattro lunghezze dal primo posto disponibile per i play off.

monopolireggina_0Scelte tecniche condivisibili o meno la squadra amaranto centra la salvezza nonostante  grossi limiti tecnici/caratteriali  (evidenziati  specie nella prima parte di campionato) subendo, nel girone di ritorno, solo 21 reti e realizzandone  27. Una solidità importante ma soprattutto equilibrio certificato inequivocabilmente dai numeri che, sommato alle prestazioni dei ragazzi di mister Zeman, relegano gli amaranto dietro solamente al  Foggia (promossa in B  ha ottenuto i 12 in più dell’andata), al Siracusa ed alla Casertana che nella seconda parte di stagione realizzano ben 9 in più, rispetto al girone d’andata. Consapevolezza dei mezzi a disposizione, riconoscere i propri errori ed imporre la tranquillità nelle fasi di gioco (stabilita con il 3-5-2)  sono i meriti di mister Karel Zeman. Lui che nella sua apparente tranquillità in tempi non sospetti aveva fissato la salvezza a 42 punti. Lui che non porta con se nessun rammarico perchè conosceva bene i ragazzi e le sue potenzialità, e su quello che  poteva essere se la Reggina avesse otttenuto più punti nel girone d’andata risponde:“nessun rammarico da parte mia, perchè per tutto il giro perchè per tutto il girone d’andata ero quasi rassegnato a vivere un girone da ultimi della classe o quasi e sapevo che saremmo cambiati nel girone di ritorno”. Profezie a parte, un bravo al mister ed al suo staff per aver ridimensionato l’assetto tattico nel momento cruciale del campionato, certo…peccato non averlo sperimentato prima, non lungimirante ma giusti i meriti per passare in corsa al 3 – 5 – 2 e sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dei propri elementi. Tralasciando i complimenti ai più giovani, tra i quali Bianchimano, Bangu, Leonetti, Porcino e giocatori di notevole caratura tecnica, quali De Francesco e Botta, un plauso va a tutto il blocco difensivo e soprattutto ai rendimenti costanti di giocatori come Gianola e Kosnic.

Reggina vs Catania - Lega Pro 2016/2017Una cura della fase difensiva che ha caratterizzato anche il rendimento dei compagni e degli altri reparti, garantendo solidità e tranquillità specialmente nelle fasi di ripartenza. Karelche come il papà Zednek avrebbe dovuto basare tutto sulla cultura del lavoro e sulla voglia di vincere attraverso il bel gioco e i tanti gol, dopo prestazioni insignificanti e reti con il contagocce, da Castellammare di Stabia cambia qualcosa o più di qualcosa cambia. La difesa, accusata spesso ed in balia dell’andamento generale, modifica spesso gli esterni, subisce e incassa per tutto il giorne d’andata. Limitando pian piano i danni e passando dal 4-3-3- al 3-5-2,  dalla 24° giornata in poi  il blocco difenisvo della Reggina si rivelerà una delle certezze nell’ottimo finale di stagione. La squadra lo percepisce e poggia subito le fondamenta di questa corsa verso la salvezza. Cambiano gli esterni ma non i centrali, i due titolari Giorgio Gianola, difensore centrale milanese classe ’89, vecchia conoscenza e pupillo di Zeman a Malta e  Jevrem Kosnic Serbo/Svizzero giocatore d’esperienza (serie A ungherese  nell’ Honved Budapest e Pisa in Lega Pro) forte tecnicamente e fisicamente, che con i suoi 190cm di altezza  mostra subito maturità nonostante la giovane età (24).  Presenze costanti in difesa, bravi nel costruire l’intesa subito  con il blocco a tre ( De Vito/Cucinotti a completare) riuscendo  nel breve tempo a sorprendere anche i più scettici. Pochi errori, concentrazione al massimo e sempre pronti a respinge le insidie via  terra e via aria.

formazione-reggina (2)Un blocco compatto certificato dagli ottimi risultati  ma che soprattutto, è riuscito a garantire sicurezza, stabiltià e fluidità di manovra; una rete per Gianola due reti per Kosnic di cui l’ultima fa esplodere il “Granillo” nel derby salvezza  contro il Catanzaro, numeri che con il lavoro sporco, il sacrificio ed il sudore hanno costutituito il punto forte della formazione amaranto. Il maggior merito per un finale sinora altamente positivo è da ricercare nel reparto arretrato. Quanto sia importante avere una difesa rocciosa e impenetrabile per gli equilibri di una squadra lo sa la Juventus e tantissime altre formazioni che, partendo proprio dalla difesa, hanno messo le fondamenta per costruire progetti vincenti. Considerando il buon lavoro societario e nel contempo,  il contesto socio-economico della Reggina, spetta alla dirigenza amaranto  cercare di mantenere due elementi già collaudati, in sintonia e capaci di garantire ottime prestazioni in Lega Pro e se così non fosse, provvedere a valide alternative. Entrambi hanno un contratto in scadenza e non sappiamo se altri fattori (offerte di altri club, condizioni contrattuali ecc.) potrebbero portarli  via da Reggio o meno, ma ascoltando le ultime parole del Dg Martino appare chiaro che :”è importante iniziare a dialogare e a confrontarsi, quello che conta per i giocatori non è il contratto ma soprattutto un progetto”  viene  spontaneo chiedersi… “perchè non provare a mettere le basi di questo progetto partendo proprio da loro”?