Messina e il Risorgimento: le vie della città dedicate agli eroi della Patria

Già nel 1860, con una delibera del Comune di Messina, l’amministrazione dell’epoca consegnava una grossa parte del centro cittadino alla memoria degli eroi messinesi del 1848

messina dall'alto (1)Molte delle vie cittadine tuttora esistenti derivano il loro nome dalle vicende storiche del XIX secolo che videro protagonista  Messina. I cittadini messinesi di fine ottocento furono particolarmente inclini nel commemorare personaggi ed eventi legati alla città e alle vicende del Risorgimento. Già nel 1860, con una delibera del Comune di Messina, l’amministrazione dell’epoca consegnava una grossa fetta di quello che costituiva il centro cittadino dell’epoca, alla memoria degli eroi messinesi del 1848. In quell’occasione si decise di dedicare la lunga arteria che scende da via Cesare Battisti fino al Viale San Martino ai “Camiciotti“, gli arditi patrioti poco più che ventenni, così chiamati per la corta blusa a forma di camiciotto indossata. I camiciotti passarono alla storia della città per le gesta del 7 settembre 1848, giorno in cui si opposero eroicamente all’invasione borbonica e, pur di non cadere in mano al nemico, scelsero la morte gettandosi nel pozzo del monastero della Maddalena.

La ridefinizione della toponomastica del Comune di Messina proseguì anche nel primi anni del novecento, periodo nel quale l’amministrazione rese onore anche alle indomite donne del risorgimento. In particolare, nel 1916 la città dedicò l’antica scalinata di via XXIV Maggio a Rosa Donato, la capofila delle guerrigliere siciliane del Risorgimento. Rosa, insieme alle messinesi Peppa, detta la Cannoniera, e Antonia Cascio, guidò duecento popolane nei moti cittadini del 1820 fino all’arrivo di Garibaldi. Secondo le ricostruzioni storiche, pare che Rosa Donato si sia meritata un bacio da parte del Generale. Rosa inoltre viene ricordata per le sue azioni belliche in prima linea e nell’estate del 1848 venne insignita del grado di caporale al comando della Batteria di Pizzillari.
Messina segnò anche una delle tappe fondamentali nella spedizione delle Camicie Rosse. L’arrivo di queste ultime in città fu anticipato dai Cacciatori del Faro, un gruppo di uomini locali tra cui figurava anche il poeta Tommaso Cannizzaro e Nicola Fabrizi. A quest’ultimi la città dedicò rispettivamente la lunga via che ancora oggi collega il viale Italia alla via La Farina e una delle traverse principali del viale San Martino.
Tra le altre testimonianze del risorgimento presenti nella toponomastica della città figurano la Villa Mazzini, la via Gian Domenico Romagnosi, giurista economista e patriota, cosi come via Aurelio Saffi, patriota mazziniano membro del Triumvirato della Repubblica Romana. E ancora Via Ugo Bassi, predicatore barnabita che combattè la Repubblica di San Marco.

Solo nel 1916 la città decise di dedicare una delle sue arterie principali a Giuseppe La Farina, figura di rilievo tra i Padri delle Patria, nonché messinese. Giuseppe La Farina, giurista e letterato, insieme a Felice Bisazza, fu promotore delle istanze romantiche in Sicilia. Le sue ceneri vennero tumulate nel giorno dell’inaugurazione del Cimitero Monumentale di Messina, il 22 marzo 1872. Molte vie della città tuttora sono dichiaratamente ispirate al Risorgimento, tra queste, oltre all’esplicita via Risorgimento, la Via Giuseppe Natoli, deputato nel 1848 e poi ministro del Regno, via Luciano Manara, patriota caduto durante la difesa della Repubblica Romana. Risale invece al 1960, in occasione del centenario dell’Unità, la scelta di intitolare viale Italia il tratto di strada della circonvallazione cittadina.