Epap: in bilancio un patrimonio netto di 92 milioni di euro con un incremento del 25% rispetto allo scorso anno

tasseLa combinazione dei buoni rendimenti finanziari, correlati ad una oculata politica dei costi, ha generato per l’anno 2016 un importante avanzo di gestione di € 17.519.535 che porta il patrimonio netto dell’Ente a € 91.929.027 pari all’11,9% dei fondi istituzionali. L’incremento dell’utile di esercizio è stato del 106% rispetto all’anno precedente. Si registra un importante risultato della gestione finanziaria con un rendimento netto del 2,3% di tutto interesse anche in considerazione delle contingente congiuntura economica di perdurante difficoltà e rendimenti stagnanti soprattutto nel comparto obbligazionario.

La popolazione complessiva iscritta all’Ente è pari a 29.131 unità. I contribuenti attivi sono 19.400 (3.663 donne e 15737 uomini) confermando un trend di assestamento iniziato nel 2012 (19.608). In particolare, trattandosi di un Ente pluricategoriale, è importante evidenziare l’andamento diverso delle singole categorie: per gli attuari nell’ultimo quinquennio si è evidenziata una crescita pur con andamenti ciclici passando da 118 professionisti nel 2012 a 127 nel 2016. Per i chimici un assestamento della categoria che registra un calo di nuovi iscritti mantenendo comunque la popolazione complessiva invariata nel periodo in oggetto passando da 1835 a 1832 professionisti. I geologi confermano il trend negativo di popolazione contribuente del -6% passando da 8.636 professionisti nel 2012 a 8.144 nel 2016.  Diametralmente opposta la fotografia riguardante i dottori agronomi e dottori forestali. Confermano un trend costante di crescita nel periodo in analisi passano da 9.019 professionisti nel 2012 a 9297 nel 2016 ed evidenziando una crescita del 3%.

Riguardo all’andamento del dato degli iscritti contribuenti, dall’anno di inizio dell’obbligo contributivo, si evidenzia come la categoria con età media minore risulta quella degli agronomi, mentre la più anziana è quella dei chimici. Si riscontra una maggior percentuale di iscritti nelle fasce di età più giovane nella categoria degli attuari, seguita da quella degli agronomi e forestali. La categoria dei geologi conferma la sua massima concentrazione nella classe di età tra i 46-50 anni, mentre quella dei chimici negli ultra sessantacinquenni. Si conferma che oltre il 60% degli iscritti contribuenti si concentra nelle fasce di età entro i 50 anni.

Pensioni e Prestazioni

Riguardo le pensioni, l’ente si trova ancora nella fase di crescita: il numero dei pensionati al 31 dicembre 2016 è di 2.417, con un incremento di oltre il 15% rispetto al dato del 2015. L’importo complessivo delle pensioni erogate cresce nel 2016 del 15% contro un incremento del 14% per il 2015.

Sono stati erogate prestazioni assistenziali per un ammontare di 2.783.145,00 euro.

Il bando per i trattamenti di assistenza, a partire dal II semestre 2016, ha previsto un incremento del 100% dei fondi stanziati che sono passati dai 150.000,00 euro per il primo semestre 2016 a 300.000,00 euro per il secondo.

Nel 2016 sono stati erogati anche sussidi per calamità naturali legati ai recenti terremoti per un totale di 34.100 euro, importo in continuo aumento perché già nei primi mesi del 2017 sono stati erogati altri sussidi. Per le indennità di maternità e paternità sono state coperte 168 richieste (111 maternità e 57 paternità) per un totale complessivo di 696.735,00 euro per le indennità di maternità e 288.402,00 euro per le indennità di paternità.

Il consuntivo 2016, registra per la prima volta dalla storia dell’Ente, il pieno utilizzo del budget stanziato per le provvidenze agli iscritti per complessivi 514.758,00 euro di cui 448.556,00 euro per sussidi ex art. 19 bis del regolamento e 50.664,00 euro per pensioni di inabilità e invalidità.

Extrarendimento

Fatto di grande rilievo è stata la nota del Ministero del lavoro del 27 marzo 2017 che, dopo un importante lavoro iniziato nella scorsa consigliatura, ha approvato le delibere n. 49/2016 del CdA e n. 23/2016 del CIG consentendo di destinare annualmente ai montanti un importo aggiuntivo fino al 60% della differenza tra rendimento netto degli investimenti e gli importi attribuiti per le rivalutazioni di legge, il cosiddetto extrarendimento.

«Questa nota del ministero - ha commentato il Presidente dell’EPAP Stefano Poeta - consentirà finalmente all’Ente di intervenire, aumentandolo, sul montante degli iscritti. Rappresenta, senza enfasi, un momento storico per questo Ente di previdenza perché ci consentirà di dare seguito a uno dei principali obiettivi di politica previdenziale: l’adeguatezza delle pensioni».