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Dissesto finanziario, i sindacati: “a rischio i servizi essenziali e stipendi dell’ente metropolitano”

“Facendo seguito alla indizione dello stato di agitazione proclamato dalle OO.SS. Nazionali, Cgil, Cisl e Uil, le scriventi OO.SS. territoriali hanno dichiarato lo stato di agitazione e hanno indetto nella mattinata odierna un’Assemblea – Presidio del personale della Città Metropolitana di Reggio Calabria dinanzi alla Prefettura. Le scriventi OO.SS. rappresentate da Gregorio Pititto Seg. Confederale Cgil, Alessandra Neri Fp Cgil, Vincenzo Sera Seg. Generale Cisl Fp, Adolfo Romeo Cisl Fp e Aurelio Guarnaccia Uil Fpl, hanno chiesto un incontro e consegnato un documento a Sua Eccellenza il Prefetto affinché si faccia portavoce delle prevedibili problematiche di ordine giuridico, finanziario e sociale in cui potrebbe versare la Città Metropolitana di Reggio Calabria a seguito degli ingenti tagli attuati con la Programmazione economica nazionale. Il decreto legge 50/2017 “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” varato dal Governo avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per evitare le problematiche, già riscontrate in altre Province calabresi e non, superando così, una volte per tutte, le incertezze normative collegate a norme transitorie che regolano e hanno regolato le Province pre e post referendum. Queste ultime infatti insieme alle difficoltà di bilancio causate dai tagli e dai prelievi da parte dello Stato, richiedono delle risposte immediate, oramai improcrastinabili, da parte del Governo. Le ripercussioni, che tutto ciò provocherebbe sul sistema locale, impongono un immediato intervento normativo e risorse certe, utili alla programmazione pluriennale. Soltanto con adeguate modifiche al testo da parte del Parlamento, chiamato a discutere il provvedimento entro la fine di maggio, si potrebbe auspicare il salvataggio degli enti intermedi che versano in maggiore difficoltà finanziaria e al contempo tutelare il diritto dei cittadini a poter usufruire di prestazioni e servizi essenziali. Anche la Società Sose Spa, sulla base dei fabbisogni standard, ha attestato che i tagli operati dal Governo hanno creato nel 2017 un buco di 650 milioni di euro nei bilanci delle Province. Uno squilibrio che riguarda esclusivamente la spesa necessaria per assicurare, al massimo dell’efficienza, la sicurezza dei cittadini, i servizi di manutenzione, la gestione e messa in sicurezza di strade provinciali, scuole superiori, e gli interventi per l’ambiente, senza contare i sempre più diffusi casi di impossibilità ad erogare gli stipendi ai dipendenti a tempo indeterminato e determinato dell’Ente. Le somme stanziate nel decreto legge 50/2017 a copertura di questo squilibrio ammontano a 110 milioni di euro; la totale inadeguatezza delle risorse individuate è alquanto evidente. Le OO.SS., pertanto, auspicano una partecipazione attiva delle autorità competenti al fine di assicurare sicurezza ed efficienza dei servizi per i cittadini tutti e garantire l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali mettendo ordine nelle funzioni delegate, da delegare o già trasferite alla Città Metropolitana”. E’ quanto scrivono in una nota i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil Baldari, Sera, Azzarà.