Calabria, Marziale plaude il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa

foto-marzialeAntonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, plaude: “Al commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, per avere indirizzato al presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, una lettera in cui avverte che la riforma prevista dal disegno di legge 2284/9, potrebbe indebolire il ben consolidato sistema di protezione dei diritti dei minori”. “Muiznieks – spiega Marziale – rileva come l’Italia sia il Paese europeo più all’avanguardia, con i suoi tribunali per i minorenni ad alta specializzazione e con competenze esclusive, diversamente da come lo immagina il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, cioè sottoposto ai tribunali ordinari e privo dell’autonomia necessaria quale sezione speciale per la famiglia e i minorenni. Una follia tesa solo ed esclusivamente a contenere i costi, a tutto discapito dei diritti dei bambini e degli adolescenti”. “Più volte – rileva il Garante – ho avuto modo di spiegare intelligibilmente, anche in sede di Commissione giustizia del Senato, convocato in audizione dal presidente Nico D’Ascola, come la riforma avrebbe assestato un duro colpo a procedure che riguardano da vicino la lotta alla criminalità organizzata, prendendo ad esempio l’operato del presidente del Tribunale reggino, Roberto Di Bella, che, dietro vere e proprie suppliche materne, sta allontanando da contesti mafiosi adolescenti desiderosi di guardare ad una vita diversa da quella dei loro padri. Un esperimento, noto come ‘metodo Di Bella’, che ha polarizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo, dall’America, alla Cina, all’Australia. Insomma – fa notare Marziale – la riforma annienterebbe in un solo colpo il modo fino ad oggi più riuscito di contrastare la ‘ndrangheta colpendola proprio nel futuro, nella prospettiva di arruolare giovani generazioni”. “Ed è bene -continua Marziale – che l’opinione pubblica sappia che proprio da Reggio Calabria, attraverso l’operato congiunto e rispettoso delle reciproche autonomie del Garante, del presidente Di Bella e del senatore D’Ascola, è partita la più massiccia e concreta opposizione ad una riforma insensata, che oggi trova nel Consiglio d’Europa l’alleato più autorevole. Rimane l’amaro in bocca – conclude il Garante – perché, come al solito, l’Italia non riesce a valorizzare le proprie punte di eccellenza e deve entrare a gamba tesa in un consesso transnazionale a scongiurarne la chiusura”.