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Venti di Guerra, tensione tra USA e Corea del Nord. Il regime di Pyongyang minaccia: “conseguenze catastrofiche, siamo pronti”

LaPresse/Reuters
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In seguito all’invio della flotta americana in Corea del Nord, la risposta di Pyongyang non si è fatta attendere ed è tutt’altro che rincuorante. Pyongyang minaccia infatti “catastrofiche conseguenze“ in risposta ad ogni ulteriore provocazione americana, definendo “oltraggiosa” la decisione Usa di dispiegare navi militari nella penisola coreana. L’invio nell’area della portaerei americana a propulsione nucleare Uss Carl Vinson e della sua flotta di navi da guerra, dimostra come “le sconsiderate azioni statunitensi per invadere la Repubblica Popolare Democratica di Corea abbiano raggiunto una fase seria”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa del regime, Kcna.

Pyongyang “è pronta a reagire ad ogni scenario di guerra desiderato dagli usa”, è stato il monito. Il portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Nord ha citato, in particolare, il rifiuto di Washington di escludere un raid preventivo contro le basi missilistiche di Pyongyang per il suo programma nucleare. “Per rispondere alle provocazioni prenderemo le contromisure più dure – ha avvertito il portavoce coreano – in modo tale da poterci difendere con una potente forza d’armi”. La Corea del Nord aveva definito il raid americano contro la Siria un’azione tale da giustificare l’uso della bomba atomica. Il raid era stato ordinato dal presidente Donald Trump in risposta alla strage di civili con le armi chimiche. Il clima dunque era già arroventato.
Qualche giorno fa, lo scorso 5 aprile, alla vigilia del primo incontro di Trump con il presidente cinese Xi Jinping, Pyongyang aveva lanciato un altro missile balistico nel mar del Giappone. E gli esperti non hanno escluso nuove provocazioni in occasione del 105esimo anniversario della nascita del defunto fondatore nordcoreano, Kim II Sung, nonno dell’attuale leader, Kim Jong Un, il prossimo 15 aprile. E se Pechino ha smentito le voci sul dispiegamento di 150.000 uomini al confine con la Corea del Nord, ha comunque detto di seguire “da vicino” gli sviluppi nella penisola coreana. “Riteniamo che alla luce della situazione attuale – ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chungying – tutte le parti dovrebbero mostrare equilibrio ed evitare azioni in grado di far aumentare la tensione”.