fbpx

Sicilia Mare Nostrum, parla il medico volontario : “Vi racconto cosa ho visto durante le missioni…”

Il Prof. Claudio Puoti racconta la sua esperienza durante la missione Mare Nostrum nel Canale di Sicilia

migranti reggio (18)Il Prof. Claudio Puoti racconta la sua esperienza ai microfoni di a Radio Cusano: “Anche la missione Mare Nostrum veniva attaccata e le navi accusate di essere i taxi dei migranti. Con Mare Nostrum non solo si faceva opera di primo soccorso ma anche di prevenzione sanitaria e antiterrorismo. Ho visto morire una ragazza che aveva ingoiato acqua del mare mista a gasolio. Una sera sono salito sul pontile dopo 12 ore di lavoro per fumare una sigaretta e ho visto come dei bambolotti che galleggiavano in mare, erano bambini. I migranti sono terrorizzati da torture e stupri ma quando arrivano in Italia trovano il coraggio di denunciare scafisti”.

Il Prof. Claudio Puoti, primario di medicina interna ed infettivologia e docente di psicofarmacologia all’Università Niccolò Cusano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Il Prof. Puoti è stato medico volontario per la Marina Militare nella missione Mare Nostrum. “Anche la missione Mare Nostrum veniva attaccata e le navi accusate di essere i taxi dei migranti. L’operazione Mare Nostrum era non solo un’immensa operazione di soccorso, ma anche sanitaria, perchè a bordo si controllavano i migranti per evitare la diffusione di malattie infettive. Ed era anche un’operazione di sicurezza, anti-terrorismo, sulle navi non c’erano soltanto i medici ma anche i fucilieri, la polizia di frontiera. Poi per una serie di motivi politici ed economici è finita purtroppo“.

Non ho avuto rapporti con le Ong, ma a bordo della navi non c’è mai stato il sospetto che ci fossero accordi tra gli scafisti e le ong. Non si va per sensazioni ma per prove. Ho visto gli scafisti. I migranti sono terrorizzati perchè a terra ci sono torture, stupri, violenze, proprio per incutere il terrore in queste persone. Quando arrivano in Italia si sentono protetti dai nostri militari e dai nostri medici e molto spesso sono stati loro ad indicarci chi era lo scafista che li ha portati“.

C’erano ritmi a volte massacranti, siamo stati anche giorni e notti ininterrottamente a salvare barconi e a visitare malati. Arrivavano questi rottami fatiscenti che possono trasportare 30 persone e invece ne trasportano 300. Molto spesso si rovesciavano. Molto spesso ho visto cadaveri. Ho visto morire una ragazza di nazionalità eritrea, che era scivolata, gli altri non se n’erano accorti, l’hanno calpestata e lei ha inghiottito acqua del mare mista a gasolio. Di questa ragazza nessuno sa nulla e immagino a casa la sua famiglia che ancora non sa nulla.Una sera sono salito sul pontile dopo 12 ore di lavoro per fumare una sigaretta e ho visto come dei bambolotti che galleggiavano in mare, erano bambini“.