Reggio Calabria, processo El Dorado: la Corte di Appello assolve Mesiano Tommaso

processoLa Corte di Appello di Reggio Calabria presieduta dalla dott.ssa Lilia Gaeta (a latere Dott.ssa Bandiera e Dott. Cappuccio) ha assolto dal delitto di associazione mafiosa Mesiano Tommaso il quale, condannato alla pena di anni 10 di reclusione, ha ritrovato la libertà per l’immediata scarcerazione dopo quattro anni di detenzione. Per lui in un’ accorata arringa avevano concluso gli avvocati Marco Tullio Martino e Francesco Demetrio Floccari, i quali, avevano sempre creduto nell’innocenza del proprio assistito contestando sin da subito la consistenza della sentenza di primo grado nella parte in cui Mesiano veniva considerato uomo di spicco della locale di Galliciano’ addirittura in grado di intervenire per riappacificare due presunti boss in disaccordo tra loro. Di lui si parlava – a dire dell’accusa – anche come possibile destinatario di cariche per un presunto banco nuovo che di lì a breve si sarebbe dovuto riorganizzare. In realtà la difesa è riuscita a dimostrare come il ruolo eventualmente ricoperto di paciere anche tra due esponenti di spicco della criminalità organizzata non è considerato dalla Suprema Corte di Cassazione come decisivo della dimostrata appartenenza del soggetto ad un qualche sodalizio mafioso in assenza di ulteriori elementi che potessero corroborare la tesi accusatoria. Anche il riferimento alle cariche del banco nuovo non si era dimostrato con certezza indirizzato al Mesiano del quale in tutte le altre operazioni di polizia e messe di intercettazioni telefoniche non era mai stato più richiamato ovvero evocato neanche indirettamente. Mesiano in serata ha così lasciato la casa circondariale di Vibo Valentia. Confermata invece la condanna per Corso Alberto, anche di condanna di primo grado alla pena di 10 anni di reclusione per i delitti di quell’articolo 416 bis, che si è visto ridurre la pena da 10 a 9 anni di reclusione.