Reggio Calabria: economia green e innovazione, studenti della “Mediterranea” a lezione alla Redel

sudentiQuaranta giovani studenti del corso in ‘Innovazione e sostenibilità del progetto’ dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, hanno preso parte al seminario di ricerca e didattica organizzato presso la Redel, storica e affermata azienda reggina la cui sede si trova a Campo Calabro. L’iniziativa è stata coordinata dalla professoressa Consuelo Nava e dai giovani del team ‘Mimprendo Italia’, competizione promossa da Confindustria Padova e dal collegio ‘Don Nicola Mazza’ che ha come obiettivo quello di coniugare le esigenze di sviluppo delle aziende con la creatività e il capitale intellettuale degli studenti universitari. In questo contesto è stato illustrato il percorso di sviluppo e ricerca che la Pmi reggina, operante da quasi quarant’anni su tutto il territorio nazionale nel settore degli impianti e delle tecnologie legate alla banda larga, porta avanti con l’obiettivo di affermare un modello virtuoso per le politiche ambientali con riferimento alla gestione dei propri rifiuti industriali. Una vera e propria mission di ‘economia circolare’, sviluppata attraverso i processi di riciclo del pvc (plastiche), proveniente dagli sfridi e dai rottami dei cavi elettrici. E’ stato lo stesso ceo della Redel, Umberto Barreca, a illustrare ai 40 giovani, l’idea imprenditoriale perseguita dall’azienda e il percorso innovativo intrapreso ormai da diversi anni per rendere virtuosa e sempre più ‘green’ la propria fornitura di servizi e prodotti, specie sotto il profilo della gestione dei rifiuti, non solo nel territorio calabrese.

Al centro del seminario, da dx Umberto Barrecainoltre, sono state poste anche le grandi opportunità offerte dal settore, in particolare per la sperimentazione anche con il supporto di giovani ricercatori e l’importanza per l’azienda di utilizzare tecnologie innovative per il riciclo e i modelli di filiera a ciclo chiuso. Tra le altre cose, nel corso dell’incontro, sono state rimarcate la possibilità per un’azienda del Sud di fare della fragilità dell’economia e del contesto sociale, un punto di forza e di spinta per investire in settori molto innovativi come quello della sostenibilità e dell’economia circolare e, al contempo, la necessità di considerare il tempo un valore importantissimo per crescere e rispondere con grande prontezza e qualità alle richieste del mercato. Particolarmente utile si è rivelata poi la visita ai locali dell’azienda in cui i giovani hanno potuto osservare e conoscere la linea produttiva e le prestazioni dei macchinari per il riciclo dei cavi e le altre attività di riutilizzo degli inerti dai cementi post consumo. Un tour preceduto dal seminario formativo sui temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’upcycling tenuto dalla professoressa Nava, che ha illustrato ai giovani come il trasferimento tecnologico delle “tecnologie di fine vita” necessiti dei livelli di sperimentazione sul campo ed una conoscenza approfondita di tutta la filiera produttiva. Il giovanissimo team di ‘Mimprendo Italia’, guidato dall’architetto Andrea Procopio, infine, ha illustrato tutta l’attività condotta in questi mesi tra ricerca scientifica, sperimentazione e design prototipale sul progetto in corso, realizzando quel trasferimento di competenze e informazioni che “da giovani a giovani” è raro che avvenga. La giornata ha riscosso grande apprezzamento da parte degli studenti che hanno evidenziato la centralità di questo tipo di esperienze nel percorso formativo, poiché consente loro di entrare in contatto con un modello efficace di trasferimento delle conoscenze e di stabilire un rapporto, diretto e concreto, con il tessuto produttivo del territorio.