Reggio Calabria: “al Ministro Minniti il compito di salvare l’Agenzia dei Beni Confiscati”

Lorenzo Federico, Dirigente Sindacale di Federazione Intesa Funzione Pubblica   chiede al Ministro Minniti il compito di salvare l’Agenzia dei Beni Confiscati 

Foto Simone/Pizzi StrettoWeb

Foto Simone/Pizzi StrettoWeb

Il nostro obiettivo non è contenere la ‘ndrangheta, ma sconfiggerla. Prima era solo un principio, oggi è un obiettivo strategico. Non molleremo la presa: è una assoluta priorità nazionale.” Ha commentato così il Ministro dell’Interno Marco Minniti, reggino, calabrese, al termine della Conferenza delle autorità di pubblica sicurezza che si è tenuta ieri alla Prefettura di Reggio Calabria e della consegna all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, al Ministero della Giustizia, alla Regione Calabria, alla Prefettura ed al Comune di Reggio Calabria, da parte del Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Prefetto Umberto Postiglione, di 92 immobili confiscati. “Ho ascoltato attentamente, ed anche riletto, le dichiarazioni dell’on. Minniti. Parole forti,  impegnative, che infondono speranza, ma che, per l’ennesima volta, non hanno riguardato lo “spostamento della sede principale” dell’Agenzia dei Beni Confiscati da  Reggio Calabria a Roma, che il Suo Partito Democratico sta portando a compimento con  l’emendamento nr. 22.1 della Sua collega di Partito, anche Lei eletta in Calabria,  l’on. Rosy Bindi, inserito nel testo di riforma al c.d. Codice Antimafia approvato alla Camera dei Deputati nel mese di novembre del 2015. Riforma che da oltre un anno e mezzo, ormai da troppo tempo, “giace” nella 2^ Commissione Giustizia del Senato, presieduta, ad oggi, da un altro Senatore, mio concittadino,  l’on. Nico D’Ascola.

Chi più dell’on. Minniti, Autorità di Vigilanza dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata,  può ora occuparsi  a pieno titolo di tale questione ? Da sindacalista, reggino, sento l’obbligo  di difendere le istituzioni presenti nel mio territorio, la città di Reggio Calabria, ed in questo caso la sede reggina dell’Agenzia, i cui risultati raggiunti sono sotto gli occhi  tutti e la consegna, ieri,  di ben 92 beni confiscati  ne è l’ennesima dimostrazione, a conferma che lo Stato  dà continuità allo straordinario impegno delle Forze dell’Ordine e della Magistratura in tema di sequestri  e di confische di patrimoni al crimine organizzato. “….. E dentro le case della ‘ndrangheta andranno le famiglie di poliziotti, carabinieri e finanzieri”, così ha concluso il Ministro dell’Interno Marco Minniti. La sconfitta della ‘ndrangheta, la mafia di tutte le mafie, passa però, a mio modesto avviso,  anche attraverso il mantenimento, nel suo cuore pulsante, la città di Reggio Calabria, della sede principale  dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il simbolo che lo Stato ha inteso erigere per restituire alla collettività il maltolto affinché ritorni ad essere welfare. Solo con i simboli, solo con le bandiere, le battaglie non si vincono, ma  senza di essi le battaglie non si combattono. I silenzi del sig. Ministro al riguardo sono, tuttavia, indice della serietà che sta dimostrando nell’esercizio di un ruolo così delicato ed importante.

A differenza delle vane promesse fatte, nel maggio del 2014, dal Suo predecessore l’on. Angelino Alfano e dall’ex Premier Matteo Renzi, mi auguro che  l’on. Minniti  ai  “silenzi istituzionali” faccia seguire fatti concreti” conclude Lorenzo Federico.