Nonno Ciccio, 92 anni Ultrà: un esempio di vita e di passione, dietro gli scaloni di tutta Italia per l’amore del Foggia [VIDEO]

Più di 80 anni di trasferte al seguito dei Satanelli, Nonno Ciccio è più che un icona a Foggia. Un tifoso che, nonostante i suoi 92 anni, non riesce a stare lontano dalla sua squadra del cuore sia in casa che in trasferta

Nonno CiccioIl calcio è di chi lo ama e questo Francesco Malgeri, alias Nonno Ciccio, lo sa meglio di tutti. Pronto a vivere la tanto attesa promozione in serie B, il Foggia capolista del girone C di Lega Pro vuole regalare la gioia che tanto manca (da 20 anni) anche al suo tifoso per eccellenza: Nonno Ciccio. Una storia d’amore che esiste da più di 80 anni quando, nel 1937 rubò la bicilcetta allo zio, percorrere  40km  per andare a vedere la prima partita del suo Foggia. Come riportato su eurosport.com grazie al Foggia ha viaggiato in lungo e in largo l’Italia, visitando città e conoscendo persone: ” La prima partita del Foggia, l’ho vista nel 1937 – raccontò al Sole 24Ore – un amico mi convinse a rubare la bicicletta a mio zio e a percorrere i circa 40 km che separano Sant’Agata di Puglia, il mio paese di nascita, a Foggia. Vincemmo 3-0 anche se non ricordo l’avversario….“.

Nonno CiccioFatto prigioniero minorenne durante il conflitto bellico in Libia  tornò in Italia solo al termine del conflitto più sanguinoso della storia. Iniziò a far il contadino ed il pastore senza mai perdere una partita della propria squadra: “Lasciai commosso tanti amici là e nel settembre del 1945 feci ritorno in Italia. La guerra è una cosa tremenda e ti ricorda che la vita è unica e insostituibile e che nel calcio, come nella vita la cosa più importante è rispettare tutti, a cominciare dai propri avversari. “80 anni di trasferte al seguito dei rossoneri ed ancora forza ed entusiamsmo nei suoi occhi. Classe 1925  Nonno Ciccio è di gran lunga l’ultrà più anziano d’Italia.: “ Il motto che porto in giro per l’Italia – ha dichiarato qualche mese fa in un’intervista a Rai Radio Uno – è ‘Pace tra ultras’. Ce l’ho scritto sul borsello, sul cappello e sullo striscione che porto ovunque. E’ una cosa che mi viene dal cuore. Quando sono in trasferta e segna il Foggia, anche se può sembrare strano, non urlo mai. Resto calmo anche per un segno di rispetto verso i tifosi della squadra di casa.”" Con la macchina ho macinato oltre 345.000 km per il Foggiaha dichiarato tempo fa al canale ufficiale della Lega Pro, Sportube – Non riesco a lasciarlo. Avete presente un figlio che se ne va: tu se sei il padre non smetti di seguirlo, vuoi vedere cosa combina e come se la cava. Il rapporto fra me e il Foggia è lo stesso.

Nonno Ciccillo Foggia“Lo sanno anche i miei figli che ormai si sono messi il cuore in pace. Vorrebbero stessi a casa ma io a guardare la partita in tv non ce la faccio, io devo viverla allo stadio. Quando parto per seguire la squadra in trasferta mi sento la carica di un 18enne… E la cosa bella è il rispetto, dovunque vado mi fanno parcheggiare la mia Renault Laguna nel settore ospiti e mi trattano coi guanti bianchi. A Catanzaro ho fatto il giro di campo e gli ultras hanno affisso i miei striscioni in tribuna, ad Agrigento mi hanno offerto in dono un libro con la storia dell’Akragas e festeggiato con cori ed un entusiasmo travolgente mentre un anno fa a Castellamare di Stabia (club con cui il Foggia ha una rivalità ) ricordo che c’era anche un ‘guaglione’ tutto tatuato, mi disse dopo avermi salutato: ‘Nonno Ciccio, uomini come te non ne nascono più’