Reggio Calabria: What Women Want continua la sua battaglia contro il linguaggio sessista

L’Associazione  What Women Want continua la sua battaglia contro il linguaggio sessista

violenza donne 2“L’ultimo ed ennesimo episodio in cui una parlamentare della repubblica viene definita “troia”, è solo la tappa finale di un susseguirsi di articoli offensivi, allusivi e sessisti sulle donne impegnate in politica. Rappresenta il culmine della volgarità del pensiero maschilista. Non vogliamo più solo esprimere solidarietà, sono altri gli argomenti che intendiamo esprimere in questo momento. Questa violenza verbale, ad opera di una persona che si fregia del titolo di giornalista e pretende di dirigere un giornale on line di livello locale, ha superato ogni segno. Auspichiamo un celere intervento delle Autorità competenti (magistratura e ordine dei giornalisti compresi), presso le quali ci costituiremo a sostegno delle parti offese. Nessun diritto di cronaca né espressione del libero pensiero può giustificare l’uso di tale linguaggio oltraggioso e codardo. I termini sessiste cui il giornalista si è lasciato andare in questo come in numerosi altri casi, che, casualmente!, hanno sempre riguardato donne impegnate in prima persona nella società e nella politica, meritano ormai una mobilitazione “di genere”, con iniziative e manifestazioni già in programma e che non termineranno sino a quando non saranno visibili i segni concreti di una autentica inversione di tendenza” conclude l’associazione.