Giornata della memoria, corteo a Locri per le vittime di mafia [FOTO]

LaPresse/Adriana Sapone

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Oggi siamo tutti a Locri, siamo solidali rispetto alle minacce che sono avvenute“. Lo ha affermato la leader della Cgil Susanna Camusso, a margine di un incontro sindacale a Torino. “Condividiamo le parole del Capo dello Stato. La giornata dedicata alle vittime e’ l’occasione per ricordarsi che il contrasto alle mafie e’ un’attivita’ quotidiana, che vorremmo si svolgesse anche con regolarita’ sui temi del lavoro, degli appalti e della corruzione“, ha aggiunto.  ”Anche questo 21 marzo siamo in tutta Italia al fianco di Libera come studentesse e studenti per costruire scuole, università e territori che si ribellano al gioco della criminalità organizzata“. Questo quanto afferma la coordinatrice nazionale di ‘Rete della Conoscenza’ Martina Carpani. Proprio il network degli studenti fa sapere che oltre 20mila studentesse e studenti sono al fianco di Don Ciotti e di Libera a Locri e in tutte le piazze d’Italia. “Da Locri a Milano, da Prato a Napoli, da Trapani a Bari, fino a Ostia cuore di Mafia Capitale, con Libera abbiamo dato uno schiaffo a tutte le mafie. A partire dalle piazze di oggi vogliamo cambiare i nostri territori per non doverli lasciare sotto il controllo silenzioso delle nuove criminalità sempre più colluse con i poteri economici e con la politica – spiega Carpani – Per sconfiggere le mafie serve la democrazia partecipativa dal basso ed il rafforzamento di un potere popolare che sappia contrastare quello mafioso. Priorità sono i maestri di strada, la gratuità dell’istruzione ed il contrasto alla dispersione scolastica, l’individuazione di nuove misure di welfare, la promozione di investimenti pubblici per costruire opportunità di futuro”. ”I nostri colori e i nostri desideri di speranza hanno invaso le periferie del Paese e i luoghi dove oggi la povertà in aumento lascia spazio alla criminalità organizzata“, ha aggiunto la coordinatrice nazionale Unione degli Studenti Francesca Picci. “Non siamo i giovani del Sud o delle periferie metropolitane dal destino già scritto – ha precisato – siamo quelli che vogliono cambiare l’esistente per liberarci dalle mafie, soprattutto in memoria dei nostri coetanei deceduti negli ultimi anni per mano della criminalità organizzata! Tantissime studentesse e studenti oggi in tutta Italia hanno invaso le strade ed urlato la loro rabbia e la loro speranza. Noi siamo l’Italia migliore che combatte caporalato, devastazioni ambientali, ingiustizia e promuove la giustizia economica. La responsabilità dell’arricchimento delle mafie è politica e chiediamo che la politica non faccia orecchie da mercante”. ”Nascere a Ponticelli e non al centro di Roma non è una colpa, ma lo diventa in questo sistema sociale fondato sull’esclusione“, ha esordito il coordinatore nazionale di Link-Coordinamento Universitario Andrea Torti. “Noi studentesse e studenti non ci stiamo più – ha spiegato – Contrastare camorra, sacra corona,‘ndrangheta, ma anche il sistema di potere stile Mafia Capitale, vuol dire immaginare radicalmente un mondo diverso a partire dalla memoria per le vittime di mafia e dall’impegno, soprattutto nelle scuole e nelle università che non possono essere più luoghi di classificazione sociale ed esclusione dei soggetti più a rischio, e soprattutto dal riutilizzo sociale dei beni, dei patrimoni e delle risorse sottratte alla criminalità organizzata che chiediamo siano messi a servizio del finanziamento dei fondi per il diritto allo studio”.

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