Derby della riflessione per i tifosi della Reggina: niente tifo in Curva Sud, una scelta da rispettare

Per il match tra Reggina e Vibonese, valido per la 30a giornata di campionato, la Curva Sud sarà presente ma senza sostenere la squadra. Un messaggio di chi continua a lottare scegliendo il silenzio

Ultras RegginaNessuno si sarebbe aspettato in finale di stagione così delicato, di assistere ad un derby salvezza senza tifo o ancor di più senza  il sostegno della Sud. Dopo aver pubblicato, prima di Matera- Reggina, il comunicato della Curva amaranto si è intuito subito che il movimento Ultras a Reggio sta vivendo, probabilmente,  uno dei suoi periodi peggiori.
Non si tratta solo del momento storico calcistico amaranto, nè tantomeno del ricambio generazionale che il tifo organizzato sta vivendo, ne oltre questi fattori vanno aggiunte le ennesime diffide nei confronti di alcuni regazzi della Curva Sud. L’ultima attività della Polizia di Stato di contrasto e repressione dei reati commessi in occasione delle manifestazioni sportive ha emesso, nella scorsa settimana, altri  2 provvedimenti di D.A.SPO.  I ragazzi delle Curva hanno assistito nelle ultime 3 settimane, per l’ennesima volta, ad “un applicazione selvaggia del famigerato Daspo nei confronti dei sostenitori amaranto”, così come riportato sul comunicatoDecisioni che mettono in luce quella che è la tensione ed il distacco attuale tra Ultras Comunicato Curva Sude organi di controllo, come si evince dagli ultimi eventi; un movimento amaranto, che da anni sposa in  pieno le cause di una battaglia nazionale   che sta pian piano  allontanando  il folklore ed il tifo del calcio popolare dagli stadi ed un progressivo aumento di leggi speciali e la conseguente normalizzazione/repressione (biglietti nominativi ,caro prezzi, partite spalmate durante l’arco della settimana, pay tv, tessera del tifoso, divieto trasferte, ecc.ecc.). L’amore per la maglia amaranto è immenso, così come la passione per uno sport dai valori antichi non conosce confini, ma tutto questo ha un limite che si chiama Dignità. Proprio come lo striscione che li rappresenta e che li accompagna in giro per l’Italia,  presenti ovunque sempre per la maglia e per i colori di una  città. La Curva Sud domenica resterà in silenzio, in coerenza con quanto accaduto e con l’obiettivo di lanciare un messagio compatto e taciturno, in una realtà che ha ben altri e gravi  problemi,  rispetto a chi accende un fumogeno, espone uno striscione o semplicemnte lotta contro il  sistema calcio in continuo mutamento. Ne risentirà la Reggina ed i suoi giovani calciatori più che mai bisognosi di un sostegno sino all’ultimo minuto di gara per il derby salvezza contro la Vibonese. In prospettiva però hanno maggior bisogno i ragazzi della Sud che oltre il calore e l’ amore per la maglia vedono dinanzi a loro un futuro sempre più difficile. Forse gli Ultras non sono mai piaciuti a qualcuno, si vorrebbe trasformare gli stadi in teatri, ma occorre prendere una mera coscienza dell’essere. Rifugiarsi nella nostalgia potrebbe essere errato ma quello che dovrebbe preoccupare chi ama questo sport è che sempre meno  ultras  frequentano  gli stadi. Molti che seguono lo sport reggino e le cronache locali, conoscono perfettamente le dinamiche che attanagliano il territorio, molto ben più gravi (corruzione, disoccupazione, criminalità organizzata,  massoneria ecc.), rispetto ai problemi creati dalla Curva Sud amaranto  tifosi-protesta (spesso denominati “violenti”, “teppistici” o “barbarici”) impegnati sette giorni su sette a lottare contro un sistema stravolto e che negli ultimi anni ha allontanato migliaia  di appasionati. Se in precedenza  sono stati un bersaglio facile per molti, inclusi giornalisti, adesso essi rappresentano l’ultimo vero baluardo per la salvaguardia di  riti,  tradizioni e sentimentalismi dello sport più popolare in Italia.  Meno in realtà più piccole rispetto a contesti più importanti, il potere economico sta pian piano emarginando tutti questi elementi a favore di uno spettacolo asettico  con particolare attenzione al consumatore televisivo ed di un bussiness pronto ad invadere un terreno fertile e globalizzato. E gli Ultras in tutto questo?  Relegati ai margini in cerca di battaglie? No, la società ed il calcio di conseguenza è cambiato, gli ultras l’hanno capito già da tempo subendo e ma mai in silenzio.

Il silenzio è un testo facile da fraintendere, così per chi siederà nel solito posto di gradinata o  tribuna, puntulamente  sarà curioso chiedersi :”ma pirchi non cantunu oggi?” Ma chi succiriu?Mah… non capiscia  mai sti cosi ieu!!”. Sarebbe bello approfondire e cercare almeno una reazione diversa dalle curiosità su citate.  Altri ancora capiranno ma per la maggior parte sarà difficile ascoltare il silenzio. Sarà difficile spiegarlo ai piu piccoli. Per chi non ha mai vissuto almeno per un pò sugli scaloni di una Curva, chi non ha mai macinato km a spese proprie per un ideale, per uno stile di vita o semplicemente per l’amore di una maglia. Sarà difficile far capire perchè le cose in questo calcio moderno stanno e devono cambiare. Eppure gli ultras portano avanti le loro battaglie e valori quali rispetto, agonismo, integrità. Stare in un gruppo, vivere in simbiosi,  appartenere a qualcosa…in una realtà , quella Reggina, dove quel qulcosa è difficile averlo. REGGINA-vs-Messina-1989-90-500x285Giusto condannare gli episodi di violenza ed  applicare le sanzioni, sarebbe giusto però ridiemensionarle in  altri casi per cercare  di allontanare il clima di tensione intorno al movimento Ultras; (il Granillo è diventato uno dei pochi stadi in Italia, dove non possono essere più introdotti megafoni, tamburi, striscioni o qualsiasi materiale coreografico). Non entriamo in merito ai fatti accaduti ma  sicuramente bisognerebbe guardare al futuro in un altra ottica  e cercare di preservare i valori e le tradizioni antiche di questo sport, salvaguardare il tifo organizzato e la goliardia romantica di questo sport. Gli Ultras insieme stanno lottando, dispiacerà vedere la Curva Sud in silenzio ma adesso la dignità è in discussione e non va persa per nessun motivo. Il silenzio è una fonte di grande forza e solo seguendo le sue tracce si potrà iniziare a riflettere sul futuro del calcio e del movimento Ultras.