Brexit, Londra dà il via libera

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

La legge per l’avvio della Brexit supera anche l’ultimo scoglio e da domani la premier Theresa May è libera di notificare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per iniziare i negoziati sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. L’ultimo passaggio è stato stasera l’ok della Camera Alta, con la rinuncia ai due emendamenti inseriti dagli stessi Lord contro il parere del governo (sui diritti dei cittadini Ue e su un potere di veto del parlamento) e poi respinti dai Comuni. Il tentativo dei Lord del gruppo Libdem d’insistere in particolare ancora, malgrado il no della Camera elettiva, sull’emendamento che mirava a impegnare fin d’ora l’esecutivo a tutelare i diritti dei cittadini europei già residenti nel Regno (diritti che Theresa May ha promesso di voler garantire, ma solo nell’ambito dei negoziati e in cambio di reciprocità per i britannici residenti nei Paesi Ue) è stato infine rigettato con 274 voti contro 135. Da questo momento il governo può notificare l’articolo 50 in qualsiasi momento e innescare così i negoziati con Bruxelles per il recesso dall’Ue, che secondo i trattati andranno conclusi entro 2 anni salvo proroghe. Il Financial Times aveva ipotizzato lo start già domani, ma fonti governative britanniche citate dai media hanno poi chiarito che il momento più probabile sarà l’ultima settimana di marzo, comunque in tempo per la scadenza indicata dalla premier. Il motivo, secondo Skynews, pare sia la volontà di non incrociare le celebrazioni per l’anniversario del Trattato di Roma: un atto di riguardo verso l’Ue.