Alberto Gatto e la maglia amaranto cucita addosso: una bandiera senza tempo

In carriera ha indossato solo una maglia, quella della Reggina. Alberto Gatto ancora oggi detiene il numero di presenze, ben 361 partite giocate (dal 1952 – al 1966)

Reggina-calcio-coach-Maestrelli1964-Una vita intera passata con indosso una sola maglia, quella amaranto, dai primi calci alla prima squadra. Una vera e propria bandiera di provincia, mai dimenticata e la maglia della Reggina cucita addosso.  Il suo esordio a vent’anni nella prima squadra sotto le direttive dell’allora tecnico Pietro Piselli nel campionato 1952-1953, è solo un presagio di quello che sarà da li in poi un percorso professionistico e di vita tutto amaranto. Quel giorno di novembre del 1953 la Reggina espugna il campo del Trapani e Gatto segna ben quattro reti. Sarà uno dei pochi calciatori professionisti a livello nazionale a non cambiare mai squadra nella sua carriera. Per i bambini, tifosi e appasionati del calcio la carriera di Alberto Gatto è la realizzazione di un sogno, lo sarà di più quando a fine carriera conterà il numero delle presenze con la maglia della Reggina, 361.  Uno straordinario interprete del calcio romantico reggino che indossa i colori della sua città e della sua gente.

Alberto Gatto nascAlberto_Gattoe a Villa San Giovanni il 1° Ottobre del 1931. Purosangue Reggino dimostra sin da ragazzo grandi doti calcistiche non impiegando molto tempo per farsi notare in prima squadra, proprio la stagione  1953/54 è l’anno della consacrazione prima come attaccante e poi jolly a tutti gli effetti. Le capacità tecnico -atletiche gli permettono di giocare ovunque; un calciatore poliedrico in grado  di ricoprire più ruoli in diverse zone del campo per concludere poi da libero, la sua lunga carriera. La seconda stagione in amaranto sfiora soltanto per poco  la promozione, chiudendo insieme a Bumbaca e compagni  il girone H al terzo posto della IV Serie.  La Reggina di Apolloni, Dini, Scarlattei e D’Alò  nel 1955/56 sotto la guida di mister Oronzo Pugliese approda finalmente in serie C. Dopo quattro lunghi anni in IV Serie,  la città calcistica ritrova forza ed entusiasmo grazie alla presenza di altri giocatori che segnereanno la storia della maglia amaranto: Erminio Bercarich, centravanti di Fiume autore di 70 goal con la Reggina fra il 1945 ed il 1949  ed il forte centrocampista cecoslovacco Július Korostelev. Si usciva pian piano dal dopoguerra e la fine degli anni 50′ vede un leggero margine di miglioramento economico e sociale. Ma mentre al nord fiorivano le industrie, le piccole aziende industriali e manifatturiere, i  meridionali e Reggio, non videro un intervento politico fino al 1957: un Sud ancora troppo agricolo e arretratoLe zone interne cominciavano a spopolarsi in favore dei centri maggiori e delle aree pianeggianti e litoranee. Era iniziata l’epoca della democratizzazione, ma nello stesso tempo della dilagante disoccupazione e conseguente emigrazione verso il Nord. Lo sport rimane una delle poche forme di aggregazione e riscatto sociale, la Reggina è un istituzione, il calcio la passione che accomuna il popolo. in riva allo stretto. Gatto disputerà ben nove campionati in serie C, l’ultimo nella stagione 1964/65, quando la squadra allenata Tommaso Maestrelli,  centra una storica promozione vincendo il campionato: la Reggina è per la prima volta in serie B. La storia di un grande uomo e di un tempo – gli anni Sessanta – in cui tutto si colorava di epico e di vitale. Emozioni difficili da descrivere, lo sfondo della tribuna gremitissima del Comunale, i primi piani di Gallusi, Santonico, Alaimo, Florio, Ferrigno, Gatto , Camozzi, Persico, Barbetta, e il massaggiatore Catalano, del presidente Granillo e di Tommaso Maestrelli.

Alberto Gatto disputerà la sua ultima edReggina_1965-66 unica stagione nel primo storico campionato cadetto  nel 1965/66, giocando quattro partite, e partecipando alla galoppata amaranto che perderà il sogno della massima serie all’ultima giornata di campionato. L’ultima apparizione ufficiale di Alberto Gatto è datata 6 febbraio 1966 in un Reggina –  Lecco terminata 0 a 0. Alberto morirà ad Udine solo dieci anni più tardi, portato via da una grave malattia. Ricordato dai tifosi come una bandiera, ancora oggi è il giocatore con più presenze con la maglia amaranto: in totale ha disputato 361 partite di campionato, 262 delle quali in Serie C, 95 in IV Serie e 4 in Serie B, mettendo a segno 48 gol. È stato uno dei pochi calciatori professionisti a non cambiare mai squadra nella sua carriera. Lontani dal calcio globalizzato d’oggi, ultime bandiere di provincia, osa chiamarli qualcuno. Noi diremmo solo bandiere che si ammainano e si conservano per semprre in attesa di tirarne fuori delle altre,  Alberto Gatto ha scritto la storia della società sulle basi del rispetto, dell’agonismo, e dell attaccamento alla gloriosa maglia amaranto.