Aeroporto dello Stretto, Chindemi (PCI) si scaglia contro Falcomatà: “il nostro eroe torna da Roma vincitore e non si dimette”

aeroporto dello stretto alitalia (7)“Tutto come previsto, il nostro eroe torna da Roma “vincitore” e non si dimette. Ha dormito per mesi, affrontando il problema dello scalo con il solo obiettivo di evitare scontri , fuori e dentro il suo partito, occupando il suo tempo prezioso per ricercare talenti presso altre amministrazioni da inserire nella sua,ma alla fine ha sfoderato la classe di cui è dotato, facendola valere imperiosamente sul tavolo delle trattative romane, annientando i suoi interlocutori e così “salvando” lo scalo reggino, addirittura gettando, eroicamente, sul piatto, le dimissioni da sindaco. Siamo ancora atterriti dal tremendo pericolo che la città ha corso di perdere un talento simile. Stiamo cercando un sito, adeguato allo spessore politico del personaggio, per attrezzare un arco di trionfo sotto il quale farlo sfilare, seguito dalla sua giunta, in uno con i suoi pretoriani, per rendergli il dovuto omaggio per cotanto traguardo raggiunto che resterà, indelebile, nella memoria di tutti i reggini, per decenni. Intitolargli una piazza o una via importante è un pò più complicato poiché le piazze più significative sono già appannaggio di eroi risorgimentali e l’arteria più prestigiosa è già stata assegnata al Falcomatà vero. Ma torniamo precipitosamente nel mondo delle cose serie: è mai possibile spacciare come un successo epocale un accordo inesistente che neanche tampona la contingente emergenza e che nulla risolve, in modo definitivo, per lo scalo reggino? Tutto si risolverebbe quindi nel consentire l’atterraggio ai piloti senza il preventivo addestramento, oggi obbligatorio? Ma che razza di incentivo può rappresentare tale accorgimento, spacciato come“SOLUZIONE TECNICA FINALIZZATA A RENDERE MAGGIORMENTE FRUIBILE, SOTTO IL PROFILO STRUTTURALE, L’AEROPORTO DELLO STRETTO” (si legge nel comunicato diffuso), tale da incentivare altri vettori ad interloquire con lo scalo reggino? In politica i tempi sono altrettanto importanti delle idee e il momento giusto appare ampiamente già trascorso. Questa provincia, in tutte le sue componenti istituzionali ed economiche, non sembra aver compreso, con in testa il suo sindaco, che occorreva necessariamente partecipare nell’ assetto societario della Società vincitrice della gara per la gestione dello scalo, oggi egemonizzata dai maggiorenti, pubblici e privati, della provincia lametina limitrofa, che hanno già individuato il loro aeroporto di riferimento, con la benedizione (o complicità, come fa adombrare Alitalia) del Governatore della Calabria. Se non fosse chiaro il quadro che si sta delineando ,ci permettiamo di indicare uno scenario, che,forse, non si discosterà molto da ciò che realmente accadrà. L’aeroporto di riferimento della Calabria è e sarà Lamezia, per il quale è già in programma l’ampliamento delle rotte nazionali ed internazionali, e i due restanti aeroporti (Reggio e Crotone) rivestiranno un ruolo marginale, ai quali si lascerà il contentino di collegamenti, (per Reggio peraltro provvisori fino a Novembre e se la Regione salderà il suo debito con Alitalia), con le due principali città del paese, con tariffe esorbitanti ed orari sconvenienti, tali forse da costringere, i più, ad optare per l’aeroporto lametino. La città metropolitana resterà inevitabilmente una scatola vuota e forse questo, in realtà, era ed è l’obiettivo reale dei “regionali che contano”, che mal digeriscono un ruolo di obiettiva marginalità dello loro provincie. Il declassamento dello scalo rappresentava certamente lo strumento principale per perseguire tale obiettivo, anche o sopratutto in mancanza un interlocutore di peso che possa validamente contrastarli”. E’ quanto scrive in una nota l’Avv. Salvatore Chindemi, responsabile per le politiche della Città Metropolitana del PCI.