Aeroporto dello Stretto, 2 mila adesioni in 3 giorni alla petizione popolare: firma anche Accorinti, Falcomatà no!!!

Aeroporto dello Stretto, il consigliere comunale Massimo Ripepi fa il punto sulla mozione popolare e denuncia un episodio incredibile: Accorinti accetta di firmare, Falcomatà no!!!

accorinti falcomatà aeroportoQuanto accaduto domenica sera all’Aeroporto dello Stretto è davvero incredibile: il racconto del consigliere comunale Massimo Ripepi è eloquente su quanto stia accadendo intorno allo scalo reggino. Perchè anche se la petizione popolare è stata lanciata da un movimento politico come Fratelli d’Italia-AN, lo stesso Sindaco Falcomatà aveva chiesto nei giorni scorsi di superare ogni divisione politica e schierarsi tutti in modo compatto in difesa dell’Aeroporto reggino. Dopotutto il Sindaco di Messina Accorinti è ideologicamente e politicamente ancor più lontano rispetto al Pd di Falcomatà ad un movimento di destra come FdI, eppure ha accettato di buon grado l’invito a firmare la petizione popolare che in tre giorni ha raccolto oltre 2.000 firme.

Ecco la nota ufficiale di Massimo Ripepi: “La dimostrazione che la città stia reagendo contro la politica di questa amministrazione comunale e regionale è tutta al Tito Minniti, divenuto esattamente dal 9 marzo scorso, cuore pulsante di un sentimento di protesta che in questi giorni sta portando tantissimi cittadini presso il nostro scalo aeroportuale. Qui Fratelli d’Italia è artefice di un presidio permanente, una fattiva presenza fisica che nulla ha a che vedere con gli slogan modaioli che con toni da movida hanno portato due anni or sono Falcomatà e la sua comitiva del sabato sera sugli scranni di Palazzo San Giorgio.

Reggio vuole certezze e soprattutto risposte ai vari interrogativi che la città sta ponendo in questo clima di mobilitazione: perché il nostro aeroporto non è stato dichiarato strategico? Perché non è stata ottenuta la continuità territoriale? Perché chi detiene la maggioranza sia a livello locale che regionale non sta facendo i nostri interessi, anzi, non si è opposto con le unghie e con i denti a tutti i tentativi (ormai quasi pienamente riusciti) di declassare la nostra città sotto qualunque punto di vista?

Sono esattamente questi i contenuti della petizione popolare promossa proprio dal partito Fratelli d’Italia per la promozione strategica del nostro scalo, che sta chiamando a raccolta reggini e non, soggetti noti sul panorama politico locale in veste di semplici cittadini, in difesa di un punto nevralgico per la rete infrastrutturale della nuova area metropolitana. Un feedback positivo che ha già ottenuto ben 2000 firme in tre giorni.

Ciò di cui coloro che erano presenti al presidio sono stati testimoni la sera di domenica 12 marzo ha tuttavia dell’incredibile. All’uscita, tra i passeggeri scesi dal volo proveniente da Roma delle 22,40, gli attivisti hanno avuto la possibilità di avvicinare il sindaco di Messina, Renato Accorinti, il quale è stato subito ben disposto ad apporre la sua firma a dimostrazione di un senso di responsabilità completamente svestito di maglie e colori. Stessa cosa non è possibile affermare per il sindaco reggino Falcomatà il quale, ricordiamo, aveva lanciato un appello a tutte le forze politiche affinchè superassero i muri delle fazioni, uniti in una lotta per il bene comune. E allora, ai quesiti sopra citati, aggiungetene un altro: perché non ha firmato la petizione popolare non appena saputo fosse promossa da Fratelli d’Italia? Stessa domanda rivolgiamo ad uno dei suoi consiglieri fidati, Filippo Quartuccio, anch’egli al codazzo del suo patron e protagonista del medesimo bassissimo atto. Una prova inconfutabile che la demagogia è diventato un elemento essenziale della maggioranza, bravissima nei discorsi appassionati che ormai non incantano più e stanno lasciando il posto a malcontento e delusione tra chi aveva dato fiducia al figlio del compianto sindaco.

Fratelli d’Italia continuerà a presidiare l’aeroporto anche nei prossimi giorni per ascoltare proposte e raccogliere le voci di chi in questa triste situazione non si sente rappresentato da coloro i quali dovrebbero battersi strenuamente per l’intera collettività reggina e metropolitana.

Meno selfie, più autografi“.