Falcomatà demolisce la stazione “Reggio Calabria Mare” e il grande sogno dell’Area Metropolitana dello Stretto

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Reggio Calabria, Falcomatà demolisce la stazione “Mare” realizzata pochi anni fa al Porto: svanisce il sogno dell’Area Metropolitana dello Stretto

Stazione Degrado (9)Finisce nel modo peggiore possibile la storia della stazione ferroviaria “Reggio Calabria Mare”, costruita e inaugurata pochi anni fa da RFI al porto di Reggio Calabria a pochi metri dalla nuova stazione marittima degli aliscafi, con l’obiettivo ambizioso di istituire un collegamento ferroviario stabile per i pendolari che quotidianamente viaggiano tra le due sponde dello Stretto. Un’idea straordinaria che nasceva negli anni in cui le istituzioni locali erano tutte prodigate a concretizzare il grande sogno dell’Area Metropolitana dello Stretto. Un progetto entusiasmante che trasformerebbe Reggio e Messina in due quartieri di un’unica, grande, città dello Stretto. Un progetto che ovviamente non può che partire dai trasporti, e a prescindere dalla realizzazione del Ponte (che automaticamente istituirebbe l’Area Metropolitana, di cui diventerebbe anche un importante simbolo identitario), la stazione ferroviaria “Reggio Calabria Mare” era stata costruita proprio per collegare il vecchio binario ferroviario alla linea principale, consentendo così ai treni di arrivare e partire dal porto in concomitanza con le corse degli aliscafi e creare un sistema integrato di trasporti tra Reggio e Messina.

Reggio Calabria Mare ristrutturata e oggi sepolta dalle sterpaglieImmaginate un pendolare siciliano che arriva a Reggio e per dirigersi in qualsiasi zona della città, sale subito su un treno a pochi metri dall’aliscafo e può fermarsi alla Lido, alla Centrale, all’Aeroporto (e magari prendere l’aereo!), oppure a nord a Santa Caterina, a Pentimele, a Gallico, a Catona, a Villa San Giovanni e così via…

E viceversa, un pendolare calabrese che deve andare a Messina e direttamente dalla fermata più vicina a casa propria, sale sul treno che lo condurrà al porto e prenderà comodamente l’aliscafo senza dover utilizzare l’automobile, viaggiando in modo ecologico, pulito, comodo e veloce.

Un sogno troppo bello per essere vero: Falcomatà ha pensato bene di demolire la stazione nevralgica, abbandonando definitivamente questo progetto così ambizioso. La demolizione è in corso in questi giorni (vedi foto nella gallery). Il Comune di Reggio Calabria, così, distrugge decenni di lavoro per costruire quell’Area Metropolitana su cui oggi possiamo soltanto immaginare un “Ponte dei Sospiri” su cui versare la nostra disperazione per quello che poteva essere e non è stato, per quale straordinaria chance di sviluppo abbiamo sprecato, per l’imbarazzante degrado da terzo mondo in cui ci troviamo, sempre più lontani dal resto del mondo, sempre più chiusi e provinciali.

Stazione Degrado (7)Se poi andiamo oltre, non può che aumentare la rabbia: con un filo di speranza, abbiamo provato ad abbandonare quest’aura negativa e ci siamo detti “ma dai, se arrivano a demolire persino quella stazione così importante per lo sviluppo futuro della città metropolitana dello Stretto, chissà quante cose belle hanno in mente. Al suo posto dovranno per forza fare qualcosa di straordinariamente bello e utile“.

E qui subentra l’angoscia: stanno demolendo la stazione di Reggio Mare per realizzare l’inutile parcheggio di cui abbiamo già parlato qualche settimana fa. Proprio accanto a quella stazione marittima c’è già un grande parcheggio che non risulta mai pieno!!! Eppure la questione già nel 2014 aveva avuto la ribalta dei riflettori grazie all’Associazione Ferrovie in Calabria, che con uno studio molto serio aveva sottolineato l’importanza strategica di questa struttura e di un collegamento tra il porto reggino e la linea ferroviaria principale.

Oggi, invece, la demolizione è in corso da parte del Comune, nel silenzio (evidentemente compiacente) della Regione e delle opposizioni, eccezion fatta per il PCI (sempre molto attento alle dinamiche del pendolarismo nello Stretto) che nel weekend ha tentato di alzare la voce sulla questione, chiaramente legata al morente Aeroporto dello Stretto.

Ma qui, di morente, c’è ormai tutta la città. Anzi, due città che volevano essere più vicine e collegate, e invece vedono demolito il loro sogno più grande. Neanche le ruspe leghiste di Salvini avrebbero probabilmente mai potuto fare così male alla nostra terra.


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