Siderno (Rc): ancora tanti ostacoli per la realizzazione dell’impianto di depurazione dell’operazione di “Finanza di Progetto”

Ancora troppi ostacoli per la realizzazione dell’impianto di depurazione e dei principali collettori al servizio dei Comuni di Siderno, Locri, Gerace, Antonimina e Grotteria

DepuratoreNel 2001 il Commissario Delegato all’Emergenza Ambientale in Calabria ha avviato un’operazione di “Finanza di Progetto” per la realizzazione di un Impianto di depurazione e dei principali collettori al servizio dei Comuni di Siderno, Locri, Gerace, Antonimina e Grotteria. Il Comune di Siderno veniva individuato come Comune Capofila, sia perché l’impianto veniva realizzato nel suo territorio comunale, sia perché è il Comune con il maggior numero di abitanti. I lavori per l’esecuzione delle opere, dopo una gara ad evidenza pubblica, esperita dalla Regione, sono stati aggiudicati alla Società “Siderno Ambiente”. Trattandosi di un’opera da realizzare con lo strumento della “Finanza di Progetto”, una quota del costo dell’opera gravava sulla Regione ed un’altra veniva “anticipata” dalla Società. La quota di quest’ultima ammontava al 51,7184% dell’importo totale. I Comuni summenzionati nell’anno 2009 hanno aderito all’operazione, impegnandosi a subentrare al Commissario Delegato nei rapporti con la Società Concessionaria: l’adesione del Comune di Siderno era stata approvata dal Consiglio Comunale con Delibera n. 1 del 29/01/2009 e conteneva l’impegno ad inserire nello stato di previsione della spesa, per gli anni 2009 e seguenti, la somma di Euro 587.974,20 annui (rispetto all’onere complessivo di Euro 1.258.307,09 annui) comprensiva dei costi di gestione dell’impianto e della quota per il recupero dell’investimento privato.

A lavori ultimati i Comuni non hanno inteso subentrare al Commissario Delegato e non hanno versato le somme per cui si erano impegnati. Per questo motivo nel dicembre 2012 la società “Siderno Ambiente” ha avviato un giudizio davanti al Tribunale di Locri contro il Comune di Siderno e gli altri Comuni del bacino, per chiedere il pagamento delle spese sostenute (come parte privata) per la costruzione dell’impianto di depurazione e dei relativi collettori, ed il rimborso dei costi di gestione dal luglio 2010 in poi. Gli stessi Comuni sono stati altresì chiamati in giudizio per rispondere del costo dei consumi elettrici in un secondo procedimento, avviato dalla Società davanti al Tribunale di Roma, per opporsi ad un decreto ingiuntivo dell’ENEL, avente per oggetto i consumi di energia elettrica per la gestione del depuratore. Al tempo in cui il Comune di Siderno era gestito dai Commissari prefettizi, per scongiurare un aggravio delle spese restando soccombenti nei giudizi in corso, tutti gli stessi Comuni e la società “Siderno Ambiente” avevano definito un’ipotesi di transazione, con la sottoscrizione in data 23/04/2014 di un documento che prevedeva:

- Il pagamento della somma di € 6.000.000,00 a fronte dei costi sostenuti dalla società concessionaria per la costruzione dell’impianto;

- Il pagamento dei costi sostenuti per la conduzione del sistema impiantistico dal 1 luglio 2010, relativi, specificamente, al personale, alle fornitura di energia elettrica, acquisto materiali di consumo, trasporto e smaltimento rifiuti, analisi e manutenzioni, con esclusione delle spese per interessi passivi, premi di polizze assicurative compensi agli amministratori ed ai sindaci, ecc..

La conclusione dell’accordo era stata facilitata dal fatto che la Regione Calabria, con risorse concesse dal CIPE e dal Ministero dell’Ambiente, aveva messo a disposizione la somma di 3,7 milioni di euro finalizzata proprio alla chiusura del contenzioso con il precedente concessionario, nell’ambito di un più complessivo finanziamento destinato al superamento dell’infrazione comunitaria in materia di depurazione.

In base alla ipotesi di accordo sottoscritta il 23/04/2014 dai Comuni e da “Siderno Ambiente” i 2,3 milioni di euro necessari al raggiungimento dell’importo di 6,0 milioni di € dovevano essere anticipati dal concorrente che si sarebbe aggiudicato la gara per l’affidamento di una nuova concessione di costruzione e gestione.

Nell’agosto 2014, in attuazione di quanto previsto nella ipotesi di transazione e nella convenzione stipulata con la Regione Calabria per l’utilizzo del finanziamento pubblico, il Comune di Siderno, per il tramite della Suap, indiceva la gara per l’affidamento della nuova concessione.

I documenti di gara, tra l’altro, prevedevano:

- L’acquisizione della disponibilità dell’esistente sistema impiantistico, realizzato dal precedente concessionario, previo pagamento, a suo favore, della complessiva somma di € 6.000.000,00 (sei milioni), di cui € 3.700.000 di contributo pubblico a valere sulle risorse del FSC ex Delibera CIPE del 30 aprile 2012 concesso dalla Regione Calabria, ed € 2.300.000,00 a carico del privato promotore.

È dunque evidente che nel giugno 2015, all’atto dell’insediamento della nuova Giunta Comunale di Siderno, la transazione con la società “Siderno Ambiente S.p.A.” doveva essere soltanto formalizzata, sulla base degli accordi già raggiunti. Si trattava di un atto vincolato e doveroso, atteso che la mancata definizione della transazione avrebbe comportato conseguenze fortemente negative, fonte di sicura responsabilità erariale:

-          Prosecuzione del contenzioso con la società “Siderno Ambiente S.p.A.”, con rischio di condanna al pagamento di ingentissime somme a carico dei bilanci comunali;

-          Perdita del finanziamento pubblico per l’ammodernamento del sistema impiantistico (10.850.000 euro), il cui utilizzo era subordinato alla chiusura del contenzioso ed alla acquisizione definitiva al patrimonio pubblico delle opere realizzate dal precedente concessionario;

-          Perdurare della condizione che aveva dato luogo all’apertura della procedura d’infrazione 2004/2034 (Causa C 565/10), conclusa con sentenza della Corte di Giustizia del 19 luglio 2012.

La transazione, al contrario, ha consentito:

-          di acquisire l’impianto e di pagare il vecchio concessionario, senza farne carico sui bilanci comunali;

-          di utilizzare le risorse della Delibera CIPE 60/2012, per l’ammodernamento e l’ampliamento del sistema fognario-depurativo del bacino;

-          di pervenire al superamento della infrazione comunitaria, evitando la rivalsa dello Stato.

Come accennato, nell’agosto 2014 il Comune di Siderno avviava le procedure per l’affidamento della “Nuova Concessione”, attraverso una gara ad evidenza pubblica, esperita dalla Suap, in attuazione di quanto previsto, nella ipotesi di transazione e nella convenzione stipulata con la Regione Calabria per l’utilizzo di un finanziamento pubblico finalizzato anche all’esecuzione di interventi di ampliamento/ammodernamento delle reti fognarie, alla realizzazione di una nuova stazione di sollevamento principale ed un rewamping dell’impianto di depurazione. L’intervento comprende anche la completa mappatura delle utenze idriche e l’ammodernamento del servizio di lettura/bollettazione dei consumi, attraverso l’integrale sostituzione dei contatori con nuovi strumenti di misura idonei alla tele lettura. Il nuovo Concessionario, a seguito del completamento delle opere sulle reti (per la cui esecuzione sono previsti 12 mesi dalla data di approvazione del progetto esecutivo), sosterrà la totalità dei costi inerenti ai servizi affidati e riceverà in cambio un canone attraverso il quale recupererà i costi di investimento e di gestione. Fino al completamento delle opere, è previsto un periodo di “Gestione provvisoria” durante il quale i Comuni sosterranno i costi di energia elettrica e di smaltimento fanghi, ed il Concessionario sosterrà tutti gli altri costi (personale, reagenti, manutenzioni, analisi, ecc.), che gli verranno rimborsati in base alle previsioni dell’offerta dallo stesso presentata in sede di gara.

Tutto quanto detto si ritiene sia sufficiente a chiarire i motivi:

-  della prima transazione per l’acquisizione della struttura (da privato a pubblico);

- del perché nella fase transitoria i costi dell’energia elettrica per il funzionamento dell’impianto gravano sui Comuni;

- della necessità di definire al più presto (per come previsto nella transazione già approvata) il pagamento dei costi sostenuti per la conduzione del sistema impiantistico dal 1 luglio 2010, relativi specificamente, al personale, alle fornitura di energia elettrica, acquisto materiali di consumo, trasporto e smaltimento rifiuti, analisi e manutenzioni, con esclusione delle spese per interessi passivi, premi di polizze assicurative compensi agli amministratori ed ai sindaci, ecc.” conclude Il Sindaco Ing. Pietro Fuda.