Saldi invernali: partenza in sordina a Palermo, boom per outlet e centri commerciali

Saldi invernali: centri commerciali e outlet presi d’assalto

sov-saldi3Centri commerciali e outlet presi d’assalto. Piccoli negozi un po’ in affanno. La fotografia dei primi quattordici giorni di saldi a Palermo sembra confermare un trend ormai diffuso. Almeno secondo il Codacons. Complici le temperature glaciali i consumatori per i loro acquisti scontati hanno preferito il caldo delle grandi strutture piuttosto che una passeggiata tra le vie gelate dello shopping cittadino. A tirare la volata alle compere sotto costo non è bastato neppure il lungo ponte dell’Epifania, né l’anticipo della stagione nell’Isola, dove la corsa all’acquisto scontato è scattata il 2 gennaio, tre giorni prima del resto d’Italia. “I saldi sono uno strumento obsoleto, una pratica medievale” dice all’AdnKronos Francesco Tanasi, segretario del Codacons che da anni si batte per la loro liberalizzazione. “Gli sconti hanno perso appeal tra i consumatori – aggiunge – come dimostrano i dati tragici delle vendite degli ultimi anni. Abbiamo, comunque, registrato un boom per i centri commerciali e gli outlet. In Sicilia la stagione è partita ufficialmente il 2 gennaio, ma già da Natale almeno un commerciante su due praticava i saldi sotto banco“. Ecco perché, secondo il numero uno dei consumatori, la liberalizzazione è l’unica strada per risollevare un comparto in crisi. “Aiuterebbe i commercianti alle prese con cali di fatturato sempre più forti e i consumatori con meno soldi in tasca e più oculati negli acquisti” assicura.  Di parere contrario Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e consigliere di Federmoda Italia. “Gli acquisti scontati hanno sempre una loro presa sui clienti – dice – soprattuto oggi grazie al vasto assortimento che è possibile trovare nei negozi. Dopo una prima settimana ‘devastante’ da un punto di vista climatico e che ha influito sulle vendite, spingendo tanti a restare a casa a causa delle temperature rigide, ci aspettiamo una ripresa nei prossimi giorni”. L’andamento, però, non è negativo. “Abbiamo registrato il mantenimento dei livelli di vendite dell’anno scorso – assicura Di Dio -. C’è stata sostanzialmente una tenuta e di questo siamo soddisfatti“. L’auspicio? “Che da qui al prossimo 15 marzo si possa recuperare una stagione di vendite, quella autunno/inverno che non è andata bene“.

In Sicilia, secondo le stime del Codacons, almeno il 35 per cento delle famiglie approfitterà delle vendite sotto costo. “La spesa media – dice Tanasi – è di 133 euro a nucleo familiare con una diminuzione del budget di circa il 5 per cento rispetto allo scorso anno“. Il dato è, comunque, poco sotto la media del resto del Paese anche perché “nell’Isola la crisi si sente di più e di conseguenza gli acquisti sono più oculati“. Ma a decretare “la morte dei saldi ” secondo Tanasi non è solo una crisi economica che non accenna ad allentare la sua morsa e neppure l’anticipazione delle promozioni da parte dei commercianti ai clienti fidelizzati. A celebrare i funerali dei saldi, infatti, sono soprattutto le vendite on line. “Oggi su internet è possibile acquistare prodotti a prezzi stracciati in ogni periodo dell’anno – dice il segretario del Codacons – e questa opportunità non può non essere colta dai consumatori“. Insomma previsioni non proprio rosee per il numero uno del Codacons. Moderatamente più ottimista, invece, Salvatore Bivona, presidente provinciale della Cidec, per il quale i primi giorni di sconti hanno registrato un segnale positivo. “Il commercio in città non vive una stagione florida – dice -, ma possiamo parlare di un +5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente“.   Una ripresa, però, che sarebbe favorita dalle temperature rigide, che hanno favorito l’acquisto di capi invernali. “I clienti hanno scelto soprattutto capispalla, maglieria e calzature in questi primi giorni” dice la presidente di Confcommercio Palermo, per la quale un altro dato merita attenzione: il ritorno al negozio sotto casa. “Abbiamo registrato una tendenza: quello del ritorno alle vie dello shopping. La nostra speranza è che possa consolidarsi per realizzare in città un mix tra varie forme di distribuzione“. (AdnKronos)