“Reggio deve volare, per tanti motivi e anche per chi insegue un sogno. Come me”

Aeroporto dello Stretto, un ragazzo con la passione per il volo sta conseguendo a Reggio la licenza di pilota privato e ha scritto una lettera bellissima che pubblichiamo integralmente

aeroporto in volo“Una striscia di asfalto lunga due chilometri divide il mare dalle montagne, permettendoci di volare in un paesaggio unico. Volare immersi in questo scenario fa bene all’anima, non ci si abitua mai a tale bellezza pur essendo nati qui.  Per me ogni volo è ormai preceduto dal solito rito: tutto inizia mentre parcheggio la macchina e guardando il terminal mi sento con la testa già in aria. Prendo il caffè al bar in aeroporto, mi presento ai controlli dove ormai probabilmente conoscono il mio volto a memoria ma controllano comunque il mio tesserino con attenzione come se fosse la prima volta, vado al varco e finalmente sono dentro. Percorrendo la strada che porta in hangar do uno sguardo al piazzale dove mi capita di osservare le operazioni di imbarco dei pochi voli rimasti, una volta arrivato inizio i miei controlli, compilo il quaderno tecnico e si parte! “Pista 33 autorizzati al decollo, vento da 350 gradi, 7 nodi” ed inizia lo spettacolo.

Voglio continuare a sentire le turbolenze sullo stretto, voglio vedere il lungomare mentre inizio l’avvicinamento, lo stadio Granillo quando sto per atterrare sulla 15 e la pista dei go kart quando vado per la 33. Abbiamo uno dei paesaggi più belli del mondo, come potranno vederlo i turisti con un aeroporto fantasma? 

Reggio deve volare!  Deve volare chi torna per vedere i propri cari, chi viaggia perché è malato, chi torna all’università, chi viaggia per lavoro, per turismo e chi in aria come me insegue un sogno.  

Cordialmente, Alessio Piccolo”