Reggio Calabria, Surace: “liberate lo Scatolone!”

Il presidente Surace tuona al sindaco di Reggio Calabria: “liberate lo Scatolone!”

scatolone-migrantiAspettiamo un riscontro dal Sindaco di Reggio Calabria da quale non abbiamo ricevuto risposta Il momento delicatissimo dell’impiantistica sportiva calabrese continua. E’ intervenuto il Presidente della Federbasket calabrese l’avvocato Paolo Surace. Il caso relativo allo Scatolone è diventato di portata nazionale ed è stato oggetto di servizi del Tg1 Nazionale e del format di Canale 5 “Striscia la Notizia”. Voglio sottolineare alcuni aspetti riguardanti la pallacanestro cittadina- ha dichiarato il Presidente Surace. Mi preme ringraziare tutte le società dilettantistiche di Reggio Calabria che tra enormi sacrifici, causati dall’indisponibilità degli impianti della Palestra Piero Viola “Scatolone” e del Palazzetto di Archi stanno portando avanti l’attività con onore e merito. Le nostre squadre sono composte da dei veri e proprio “Eroi” ma, noi, non abbiamo bisogno di eroi per esigere maggiore considerazione. Desidero ringraziare personalmente e pubblicamente l’Assessore Angela Marcianò e la Dirigente Stracuzza che si stanno impegnando in maniera fattiva per provare a trovare delle soluzioni ma chiediamo che “Lo Scatolone” possa ritornare ad essere la sede del basket a Reggio Calabria: il problema dei migranti va risolto considerando che doveva essere un emergenza ma questi poveri ragazzi vivono dentro un impianto sportivo da sei mesi. La soluzione non è mai stata trovata per loro: il caso è diventato di portata nazionale; in secundis per riportare un’impianto che trasuda storia cestistica alla pallacanestro reggina. Per cinquant’anni “Lo Scatolone”, sin dai tempi delle prime promozioni della Viola è stato il fulcro di partite spettacolari e grandi emozioni: chiediamo che in sinergia con la nostra federazione si possa restituire questo impianto alla città. Abbiamo chiesto appuntamento al Sindaco di Reggio Calabria più volte: tre missive e non solo per collaborare ma nessuna risposta è stata data. Aspettiamo una chiamata anche perché il caso è diventato di portata nazionale. Siamo qui per risolvere i problemi e siamo collaborativi: chiamateci e troveremo le giuste soluzioni” conclude.