Reggio Calabria, interrogazione del consigliere Cannizzaro al presidente Oliverio

Cannizzaro“Sono preoccupato e da calabrese voglio avere risposte dal presidente della Giunta regionale Mario Oliverio al quale ho posto un’interrogazione sui tirocini presso gli uffici giudiziari, Protocollo d’intesa firmato tra la Regione Calabria e le Corti di Appello per l’utilizzo di mille unità lavorative, percettori mobilità in deroga e disoccupati da distribuire nei vari uffici per un periodo di 2 anni. Premesso che il protocollo è un valido strumento per formare soggetti che supporteranno il sistema giudiziario calabrese e, in una Regione che ha fame di lavoro e di giustizia, questa sinergia rafforza l’organizzazione amministrativa dando una boccata d’ossigeno ai tanti disoccupati. Ma è anche giusto ricordare che le attività connesse fra Regione Calabria e Uffici giudiziari regionali per l’utilizzo di lavoratori, percettori di ammortizzatori sociali e non, risale al 2011 con la prima manifestazione di interesse pubblica e che le attività sono proseguite negli anni 2012, 2013, 2014 con gestione diretta del Ministero della Giustizia e  questi percorsi ministeriali si sono esauriti nel 2015“, è quanto scrive in una nota il capogruppo Cdl in consiglio regionale, Francesco Cannizzaro. “Il protocollo siglato tra la Regione Calabria e gli Uffici giudiziari - prosegue- non è stato approvato dal competente ministero in quanto molti uffici del settore giustizia citati nell’accordo, venivano esclusi perché non presenti al momento della sigla. Inoltre, si registra un forte disagio sociale dei lavoratori interessati che, col tempo, ha assunto dimensioni tali da temere gravi ripercussioni. In vista di tutto ciò, voglio sapere dal Presidente quali procedure sono in atto per modificare il parere negativo espresso dal Ministero di Grazia e Giustizia sul protocollo siglato 12 mesi fa; quali azioni ha predisposto per evitare che l’ulteriore dilazione temporale non comprometta la precedente decisione occupazionale ma soprattutto, voglio sapere se esiste ancora oggi un accordo con tutti i settori giudiziari interessati ed esclusi dal Ministero competente. Nel caso in cui il Ministero non autorizzi tale procedura innescando una vera e proprio “bomba” sociale che vede coinvolte più di mille famiglie calabresi, come si comporterà la Giunta regionale?”, conclude.