Reggio Calabria: “Arghillà non è un ghetto, rifiutiamo questa etichetta” [INTERVISTA]

Arghillà non è un ghetto e non è possibile continuare ad etichettarla così”, a dichiararlo è la responsabile dello sportello sociale del quartiere di Reggio Calabria

arghilla2In un’intervista alla Responsabile sportello sociale di Arghillà è possibile comprendere al meglio la situazione in cui versa il quartiere di Reggio Calabria. La responsabile è chiara “c’è la realtà di Arghillà Nord e Sud”. Quali differenze? Diverse e forse anche troppe. “Noi siamo i primi cittadini di Arghillà che si sono costruiti delle case e delle cooperative. Abbiamo speso molti soldi per realizzare il nostro sogno di avere un’abitazione. Doveva essere un quartiere residenziale. Non è stato più così dopo il trasferimento della 208. Lì però ci sono anche persone che vengono da tante città diverse. Da allora Arghillà non è più la stessa. Noi percepiamo la differenza che c’è tra il primo ed il dopo. C’è anche una svalutazione delle abitazioni”. I cittadini però non si danno per vinti ed hanno deciso di dar vita ad associazioni e comitati con l’obiettivo di recuperare un quartiere abbandonato a se stesso. “Siamo una comunità in cui sono presenti associazioni che lavorano per il quartiere. Le nostre associazioni operano per tutta Arghillà. Noi vogliamo che ci sia una differenziazione: Noi non siamo un ghetto e rifiutiamo questa etichetta. Con lo sportello sociale noi vogliamo integrare le persone dell’Arghillà Nord anche se noi non sappiamo chi sono le persone, manca un censimento degli abitanti”. Si può parlare di integrazione? Forse ancora è troppo presto. “C’è una criminalità non nascosta ed evidente a tutti. Noi collaboriamo con un osservatorio creato dal Comune sulla criminalità ad Arghillà dove è molto presente l’Ass. Marcianò che ha l’obiettivo di consentire l’integrazione tra queste due realtà”.